Mentre il centrodestra scende in piazza a Milano per ostentare compattezza e solidarietà alle forze dell’ordine dopo i recenti scontri nel capoluogo lombardo, dietro le quinte va in scena uno spettacolo indecoroso che svela tutti i veleni e le tensioni interne alla maggioranza. A far esplodere la bufera è un fuorionda catturato dalle telecamere di The Journalai e rimbalzato viralmente sui social network. Protagonista è la seconda carica dello Stato, Ignazio La Russa, che si lascia andare a un attacco pesante nei confronti dell’europarlamentare ed ex sindaco di Milano Letizia Moratti, esponente di punta di Forza Italia, definendola senza mezzi termini «una cretina».
Frasi sguaiate ed estrema caduta di stile pronunciate proprio durante un evento pubblico e dirette a un’alleata di governo, trasformando una manifestazione sulla sicurezza nell’ennesimo palcoscenico di beghe di cortile e sgambetti di potere tra Fratelli d’Italia e il partito fondato da Silvio Berlusconi.
Forza Italia esige rispetto, La Russa fa retromarcia: “Chiedo scusa, parole sbagliate”
L’impatto politico dell’insulto è stato immediato, scatenando la dura reazione dei vertici azzurri. Stefano Benigni, vicesegretario nazionale di Forza Italia, è uscito a gamba tesa definendo le affermazioni «inaccettabili, gravi, offensive e irrispettose verso una donna e un’esponente autorevole di un partito alleato», esigendo scuse ufficiali e immediate. Sulla stessa linea il segretario lombardo degli azzurri, Alessandro Sorte, che ha stigmatizzato la totale mancanza di stile e di rispetto per le istituzioni.
Messo all’angolo dalla bufera mediatica e dal rischio di uno strappo politico con gli alleati, La Russa si è visto costretto a fare un’immediata marcia indietro. Attraverso una nota ufficiale, il presidente del Senato si è detto «sinceramente dispiaciuto per parole che io stesso giudico maleducate». Tentando di giustificare la caduta di tono, la seconda carica dello Stato ha addossato la colpa ai nervosismi da retroscena: «Mi era stato raccontato di un atteggiamento della signora Moratti che presupponeva un’incredibile gara a chi dovesse parlare per primo, mentre la mia presenza era solo per firmare la solidarietà. Ho inteso bloccare qualsiasi disputa con parole volutamente esagerate». Una pezza diplomatica che fatica a coprire il clima di scontro aperto e la totale mancanza di rispetto che regnano tra i partiti di governo.





