venerdì 16 Ottobre 2026

Il bluff delle tessere di Vannacci: centinaia di iscritti “fantasma” all’insaputa dei cittadini

Dopo il caso di Sassari, scoppia lo scandalo a Civitanova Marche: ben 226 tesseramenti al partito del generale figurano allo stesso indirizzo di un dipendente comunale legato al sindaco. Segnalazioni di iscrizioni a propria insaputa anche in Friuli e in altre regioni. Il partito parla di 130mila iscritti, ma i dati non sono verificabili

Di Redazione
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

Mentre l’area della radicale prova ad accreditarsi come forza strutturata sul , l’organizzazione reale delle sue strutture politiche continua a mostrare crepe vistose e opacità sui numeri. Al dei riflettori è finita nuovamente “Futuro Nazionale”, la formazione politica legata al generale Roberto , travolta da una serie di segnalazioni su anomalie sistematiche nelle procedure di tesseramento.

L’ultimo episodio è stato registrato a Civitanova Marche, comune amministrato dal centrodestra e guidato dal Fabrizio Ciarapica, unico primo cittadino marchigiano ad aver aderito al partito di Vannacci assumendo il ruolo di coordinatore regionale. Nella cittadina adriatica sono emersi elenchi di cittadini che risulterebbero a loro insaputa. Dei 270 tesserati censiti nell’area, di cui 231 a Civitanova, ben 226 farebbero riferimento a un unico indirizzo di residenza, riconducibile a un dipendente comunale stretto collaboratore del sindaco.

Da Sassari al Friuli: la geografia delle registrazioni anomale

Il caso marchigiano non rappresenta un episodio isolato, ma si inserisce in una sequenza di già emerse in altre aree del Paese. In Sardegna, a seguito dell’annuncio di dimissioni di massa dal partito, si era già scoperto che 488 tesserati risultavano registrati con le medesime credenziali — stesso numero di telefono, stessa e- e medesimo indirizzo di residenza —, riconducibili all’indirizzo di un’edicola locale. Analoghe segnalazioni di iscrizioni non richieste sono arrivate anche dal Friuli-Venezia Giulia, dove persino i familiari di esponenti dell’opposizione politica si sono recapitati a casa i tesserini nominali del partito senza aver mai fatto domanda d’adesione.

Di fronte alle contestazioni, la dirigenza locale di Futuro Nazionale ha respinto le accuse parlando di illazioni e preannunciando azioni giudiziarie, giustificando la concentrazione di tessere presso un unico indirizzo come una semplice prassi organizzativa per la successiva distribuzione manuale ai .

Il nodo dei dati e l’impossibilità di verifica

A complicare la trasparenza della vicenda si aggiunge l’impossibilità oggettiva di verificare gli elenchi degli iscritti, data la prolungata inaccessibilità del sito ufficiale del partito, dichiarato in manutenzione.

Nonostante le palesi discrepanze emerse sul territorio, la dirigenza di Futuro Nazionale continua a rivendicare una quota di oltre 130mila tessere staccate a livello nazionale, sebbene i dati verificabili si fermino alle rilevazioni dello scorso luglio. Un’incongruenza che solleva profondi interrogativi sulla reale consistenza numerica della rete organizzativa e sulla regolarità dei metodi di reclutamento utilizzati dalla formazione di destra.

Potrebbe anche piacerti

errore: © Riproduzione riservata