lunedì 14 Settembre 2026

Iran-Usa, Teheran accusa: “Washington in guerra economica dopo aver esaurito armi “. Hegseth: “Non escludiamo ricorso ad attacchi militari”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Continua il botta e risposta tra Iran e Usa in attesa di sviluppi sul fronte diplomatico. Nelle ultime ore il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth ha fatto sapere che Washington non esclude nuove azioni militari contro Teheran dopo le nuove pesanti sanzioni decise in settimana con l’obiettivo di aumentare il suo economico. “La pressione economica, lo sappiamo, è ciò che in questo momento li colpisce maggiormente, ma non escludiamo in alcun modo il ricorso ad attacchi militari in qualsiasi punto dello Stretto di “, ha dichiarato Hegseth in un’intervista all’emittente americana Newsmax. 

L’aver spostato la guerra sul piano economico da parte degli Usa sarebbe dovuto a una riduzione delle proprie scorte di strategiche durante il recente conflitto. Almeno è questa la lettura di Hossein Mohebbi, portavoce dei Guardiani della Rivoluzione iraniani (Irgc), citato dall’agenzia ufficiale Irna. “Gli Stati Uniti hanno subito una carenza di armi strategiche in seguito alla recente guerra contro l’Iran e per ricostituire alcune delle scorte esaurite potrebbero essere necessari anni”, ha dichiarato Mohebbi ai giornalisti a Isfahan. 

“Washington si aspettava che con il passare del tempo le scorte di dell’Iran si esaurissero, ma le operazioni missilistiche iraniane sono proseguite – ha aggiunto il portavoce – la riduzione delle scorte americane di armi strategiche è stata una delle ragioni che hanno spinto Washington a ritirarsi”. 

Sulla questione è intervenuto anche il ministro degli Esteri iraniano Abbas , che ha chiesto alle Nazioni Unite di condannare l’Operazione “Economic Outcast” avviata dagli Stati Uniti, definendola una campagna di “terrorismo economico” contro l’Iran. In una lettera inviata al segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, al presidente del Consiglio di Sicurezza e agli Stati membri, Araghchi ha affermato che “l’obiettivo dichiarato di questa cosiddetta ‘operazione’ è porre fine alle legittime relazioni economiche con l’Iran, attraverso la minaccia di sanzioni secondarie e dell’esclusione dal sistema finanziario statunitense”.  

Secondo il ministro, Washington starebbe cercando di estendere le proprie leggi e i propri obiettivi di estera oltre la propria giurisdizione, costringendo Stati sovrani a modificare i loro legittimi rapporti commerciali.
 

“Il Consiglio di Sicurezza e tutti i membri delle Nazioni Unite si trovano ora davanti a un momento decisivo”, ha scritto Araghchi, sostenendo che la scelta sia tra difendere “l’uguaglianza sovrana, la non ingerenza e i sovrani degli Stati” oppure “sottomettersi all’unilateralismo e alle prepotenze di uno Stato canaglia”. Teheran ha inoltre chiesto a Guterres di valutare e riferire sulle  umanitarie e sui diritti umani delle misure americane, in particolare sull’accesso a , medicinali, , energia, trasporti e aiuti umanitari. L’Iran, ha concluso Araghchi, si riserva il diritto di percorrere “tutte le strade disponibili” per ottenere l’accertamento delle responsabilità, un risarcimento e una riparazione per i danni provocati dalla campagna statunitense. 

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