sabato 10 Ottobre 2026

Jeff Bezos: “Con l’intelligenza artificiale si potrebbe lavorare 3 giorni a settimana e vivere con uno stipendio a famiglia”

Di La Sintesi Online
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

(Adnkronos) – L’ farà aumentare a tal punto la produttività che i potranno permettersi di lavorare solo 3 giorni a settimana e di vivere dignitosamente anche con un solo stipendio a famiglia. Lo ha detto Jeff
Bezos, il fondatore di Amazon, nel corso di una intervista rilasciata mercoledì scorso a Fox News nella trasmissione “Special Report”. 

Quando il conduttore Bret Baier gli ha chiesto dell’Ia, Bezos ha spiegato che i guadagni di produttività derivanti da questa potrebbero permettere ad alcune persone di dire: “Posso mantenere la mia famiglia anche lavorando solo per a settimana”. Non solo. Ha sostenuto che le con doppio potrebbero decidere di vivere con un solo stipendio e lasciare che uno dei due smetta di lavorare. Sarebbe insomma questo il futuro del mondo del lavoro immaginato dal miliardario.  

Bezos non ha fornito dettagli su come ciò potrà avvenire, ma ha ribadito che l’IA potrebbe portare a carenze di manodopera, perché gli americani in questo potrebbero decidere di lavorare di meno, anziché a perdite di posti di lavoro su larga scala, offrendo quindi maggiore flessibilità lavoratori. “Ciò che so per certo è che la tecnologia è reale. Credo che sia un bene per la società”, ha precisato Bezos, aggiungendo: “Sarà effettivamente difficile assumere , perché la produttività dell’economia farà sì che, se le persone non vorranno svolgere due lavori, non saranno costrette a farlo”. 

Il conduttore dello speciale ha tale previsione, facendo notare i circa 30mila posti di lavoro tagliati da Amazon dalla fine dello scorso anno. Ma Bezos ha replicato affermando che Amazon si trova in una “posizione molto particolare” dopo aver notevolmente ampliato il proprio organico durante la pandemia di COVID-19. 

—

internazionale/esteri

webinfo@adnkronos.com ( Info)

Potrebbe anche piacerti

errore: © Riproduzione riservata