sabato 24 Ottobre 2026

Kim Kardashian: “Hollywood ti chiede di sposare una causa, io preferisco essere autentica”

Di La Sintesi Online
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() – Avvocate pronte a difendere altre donne, battaglie legali e temi che guardano direttamente al presente. È il cuore della serie ‘All’s Fair’, che torna dal 4 novembre su Disney+ con la seconda stagione, presentata in anteprima mondiale alla Festa del di Roma dalle protagoniste Kim Kardashian, Naomi Watts, Sarah Paulson e Niecy Nash-Betts. Tra civili, di genere e pubblica delle , le attrici nell’intervista all’Adnkronos hanno riflettuto sulle ingiustizie che ancora oggi colpiscono le donne.  

Da anni porta avanti il suo impegno nella riforma del sistema penale americano. Pensa che questo faccia parte del ruolo delle celebrità?
 

Kim Kardashian: “Sinceramente no, non credo. Non penso che qualcuno abbia l’obbligo di impegnarsi per una causa. Personalmente, però, ritengo sia importante usare la propria voce e aiutare dove si può. Penso che dipenda dal percorso di crescita di ciascuno e dal momento della vita in cui sente di poter dare il proprio contributo. A un certo punto della mia vita è scattato qualcosa e ho capito che non poteva più ruotare tutto intorno a me. Ricordo che agli inizi della mia carriera, quando avevo appena preso un addetto , tutti mi dicevano: ‘Trova una causa che ti rappresenti, schierati e organizza degli eventi’. Ma io sentivo che non sarebbe stato autentico. Non sapevo ancora cosa mi motivasse davvero, cosa mi toccasse nel profondo, né in quale ambito volessi essere d’aiuto. Mi sembrava una tipica dinamica hollywoodiana: associarsi a una causa per apparire bene, per ottenere una bella foto e dare l’impressione di fare qualcosa di positivo. Io invece sentivo che doveva nascere dal cuore e dall’anima. E alla fine ho trovato ciò che mi spinge davvero ad agire. Ma è qualcosa che devi sentire dentro di te, solo così puoi capire in che modo puoi essere utile. Nel mondo succedono tantissime cose, molte delle quali terribili, e ovviamente vorresti poter risolvere ogni problema. Io provo una grande empatia per le persone e per quello che stanno vivendo in ogni parte del mondo e, personalmente, penso che qualsiasi cosa io possa fare per aiutare, sono felice di farla”. 

Nella serie interpretate un gruppo di avvocate che difendono le donne. Oggi qual è la più grande ingiustizia che continuano a subire le donne?
 

Naomi Watts: “Ci sono ancora divari salariali scandalosi tra persone che hanno la stessa esperienza professionale. Quando scopri che queste disparità esistono ancora oggi, è davvero sconvolgente”. 

Kim Kardashian: “Le donne, in tutto il mondo, continuano a lottare per un bisogno fondamentale: sentirsi al sicuro”. 

Watts: “E le donne devono anche essere credute. È scioccante che episodi di questo tipo continuino a verificarsi ancora oggi”. 

Sarah Paulson: “Credo sinceramente che, se gli uomini si comportassero come ci comportiamo noi in questa serie, il loro atteggiamento verrebbe considerato semplicemente il modo in cui si comportano gli uomini potenti. Noi invece ci ritroviamo a rispondere a domande sulla bellezza dei , sulla presunta superficialità dell’ambiente che ci circonda e su tutti quegli aspetti che vengono messi sotto la lente d’ingrandimento. Penso, per esempio, che alcune delle cose che dice il mio personaggio siano davvero crudeli: ma se a pronunciare quelle stesse battute fosse un uomo, probabilmente verrebbe visto semplicemente come un vero capo, uno che dice cose terribili e che gli altri devono accettare. In qualche modo, però, quando a parlare così è una donna, diventa subito un argomento di discussione. Questa è una domanda molto interessante, ma credo anche che sia enorme e complessa, perché riguarda il significato di essere donna oggi, ovunque nel mondo”.  

Qual è la più grande ingiustizia che avete subito durante la vostra carriera?  

Kim Kardashian: “Sinceramente non credo di essere nella posizione giusta per parlare di un’ingiustizia che ho subito io, quando so che così tante donne nel mondo affrontano ogni giorno ingiustizie terribili. Qualsiasi esperienza potrei raccontare non sarebbe minimamente paragonabile a quello che tante donne sono costrette a vivere quotidianamente”.  

Naomi Watts: “Direi che, per quanto mi riguarda, l’ingiustizia più grande è stata quella legata ai compensi. Ricordo di aver lavorato a un film – non farò nomi – ma la disparità salariale era così evidente da essere impossibile da ignorare. Volevo davvero fare quel progetto, ma quella situazione mi fece stare male. Non era giusto. All’epoca, però, non avevo abbastanza peso o sicurezza per farmi sentire e difendere me stessa, e non volevo creare problemi. Il film l’ho , ma quella sensazione non mi ha mai abbandonata. Mi è rimasta dentro per anni. Credo che ci voglia tempo per raggiungere un punto della propria carriera in cui ci si sente abbastanza forti da affrontare una battaglia del genere. Guardandomi indietro, però, posso dire che non era accettabile”.  

Siete donne di successo dentro e fuori lo schermo. Le donne pagano ancora un prezzo più altro degli uomini per il successo?
 

Sarah Paulson: “Sì”. 

Niecy Nash-Betts: “Assolutamente sì. Nessuno chiede agli uomini se possono avere tutto. Alle donne sì”. 

Paulson: “Nessuno chiede a un uomo se può avere tutto. Per lui è semplicemente dato per scontato”. 

Cosa dobbiamo aspettarci dalla seconda stagione di ‘All’s Fair’ e quali temi sono al centro dei nuovi episodi?
 

Niecy Nash-Betts: “Lealtà e passione”.  

Sarah Paulson: “Anche dinamiche di potere e sesso. In questa stagione c’è un pizzico in più di romanticismo, in un modo che non credo fosse davvero presente nella prima stagione, il che è interessante perché di solito quell’aspetto era lasciato alle storie delle ‘guest star’ che partecipavano alla serie e ai personaggi che dovevamo difendere. Un aspetto che viene esteso maggiormente alle vicende interpersonali dei personaggi, il che è stato davvero bello”.  

Nella serie indossate degli abiti meravigliosi. Pensate che il potere femminile passi anche da questo aspetto?  

Paulson: “Per me, ciò che scelgo di indossare, sia sullo schermo sia nella vita di tutti i giorni, ha sempre a che fare con il modo in cui mi fa sentire. Credo che nella nostra serie queste donne vogliano sentirsi forti, potenti e professionali, ma allo stesso tempo mostrano apertamente la loro passione per la . E la cosa che amo è che non si scusano per questo. Rivendicano il diritto di voler apparire bene e sentirsi bene, perché è anche così che esprimono se stesse”. 

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