Il governo di Pedro Sánchez incassa un colpo potenzialmente fatale nell’Aula del Congresso dei Deputati. La maggioranza parlamentare, grazie al clamoroso asse formato dagli indipendentisti catalani di Junts insieme al Partido Popular e all’estrema destra di Vox, ha respinto i due decreti sull’edilizia abitativa varati soltanto martedì dal Consiglio dei Ministri. Un tradimento politico consumato nonostante il testo fosse il frutto di lunghi negoziati con la formazione di Carles Puigdemont, che aveva visto accogliere la quasi totalità delle proprie richieste prima del dietrofront e del “no” confermato nell’urna.
Nulla ha potuto il pressing disperato orchestrato dalla Moncloa fino ai minuti antecedenti alla votazione. Il premier Sánchez e la ministra della Casa, Isabel Rodríguez, hanno vanamente supplicato i sette deputati di Junts di concedere quantomeno un’astensione per salvare i provvedimenti, caldeggiati anche dalle oceaniche proteste di piazza a Puerta del Sol. Per svergognare pubblicamente gli avversari, PSOE e Sumar avevano persino preteso il voto per alzata di mano: il risultato ha visto però compatti nel “no” i 7 parlamentari di Junts, i 137 del PP, i 33 di Vox e il deputato dell’UPN. Ancora peggio è andata al secondo decreto — focalizzato sui contratti di locazione a tempo indeterminato —, affossato con 184 voti contrari compresi quelli dei baschi del PNV e di Coalición Canaria.
L’appello disperato di Sánchez e l’ipotesi urne a novembre
Inutile si è rivelato l’accorato e drammatico intervento a braccio pronunciato dal primo ministro poco prima che si aprissero le votazioni, con un appello diretto alle opposizioni per scongiurare il baratro: «Vi imploro di essere coraggiosi e coerenti. Le misure sono ambiziose, necessarie, ragionevoli e frutto del dialogo. Offrono soluzioni concrete a problemi complessi. Non c’è estremismo qui, ma mesi di negoziati e di dialogo. C’è impegno e determinazione».
L’implosione della maggioranza di governo apre ora spalancate le porte alla fine anticipata della legislatura. Secondo quanto filtra da fonti accreditate dei media iberici, la Moncloa sta già mettendo a punto la macchina organizzativa per lo scioglimento delle Corti Generali. L’annuncio formale del ricorso alle urne da parte di Pedro Sánchez potrebbe arrivare già nelle prossime ore, con la data del 29 novembre indicata come la finestra elettorale più probabile per il ritorno alle urne degli spagnoli.





