Una svolta drammatica che azzera oltre sedici anni di battaglie sociali e cooperazione internazionale. L’Indice globale della povertà multidimensionale, pubblicato dal Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP) insieme all’Oxford Poverty and Human Development Initiative, ha registrato un aumento per la prima volta dal 2010. Il bilancio dell’edizione 2026 è impietoso: la quota di individui schiacciati dalla miseria “acuta” è salita a 1,2 miliardi, segnando un drammatico incremento di 51,5 milioni di indigenti in più rispetto all’anno precedente.
Di fronte a un’inversione di rotta di queste dimensioni, l’amministratore dell’UNDP Alexander De Croo ha lanciato un duro monito alle diplomazie mondiali, definendo i dati un perentorio «campanello d’allarme per il mondo intero» che non può più essere ignorato.
La tragedia dei minori: oltre la metà sono bambini
L’aspetto più devastante ed emergenziale emerso dal report dell’Onu riguarda l’impatto della miseria sulle nuove generazioni: più della metà delle persone in condizioni di povertà estrema è composta da bambini. Un’intera popolazione giovanile condannata all’emarginazione prima ancora di potersi affacciare alla vita.
«Dietro queste cifre si nascondono 1,2 miliardi di persone che affrontano difficoltà che si alimentano a vicenda: la fame, la totale mancanza di scolarizzazione e l’assenza di acqua potabile o elettricità. Tutto questo è semplicemente inaccettabile», ha scandito De Croo in una nota ufficiale rilasciata da Washington.
Boom demografico e bui informativi nei Paesi in via di sviluppo
Nell’analizzare le cause strutturali del fenomeno, i tecnici delle Nazioni Unite sottolineano come un peso determinante sia stato esercitato dalla forte crescita demografica registrata nelle aree più depresse e vulnerabili del pianeta.
Allo stesso tempo, il report evidenzia un grave problema di monitoraggio: le nuove rilevazioni sul campo hanno potuto coprire soltanto 13 dei 108 Paesi in via di sviluppo presi in esame dall’indagine. Un limite metodologico che lascia intendere come la reale portata della crisi umanitaria e della deprivazione globale possa essere persino più vasta ed esiziale rispetto ai già allarmanti numeri ufficiali.





