sabato 17 Ottobre 2026

Magistrati, quasi 100mila euro a testa tra arretrati e aumenti. Anm: “Cifre di gran lunga inferiori e per anni non corrisposte”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Quasi 100mila a testa, in media, tra arretrati e aumenti di stipendio. È quanto potrebbe arrivare ai circa 11mila magistrati con la legge di bilancio 2027, secondo quanto ricostruisce Il Sole 24 Ore. 

La misura, che nasce dall’obbligo di dare attuazione a una di sentenze del Consiglio di Stato, comporterebbe una spesa complessiva di 970 milioni di euro, destinati a finanziare sia gli arretrati sia gli adeguamenti retributivi. Nel dettaglio, secondo i calcoli del quotidiano economico, si tratta di oltre 70mila euro lordi a testa di arretrati una tantum e di circa 20mila euro annui di aumento strutturale dello stipendio. Gli importi varieranno in base all’anzianità e alla posizione ricoperta, con i benefici più consistenti per i 10.638 magistrati già in servizio nel 2018. 

Le risorse, spiega Il Sole 24 Ore, sono contenute nel fondo da 1,9 miliardi di euro previsto dal Documento programmatico di bilancio per far fronte agli oneri derivanti da sentenze. 

All’origine degli aumenti c’è un sui criteri di calcolo delle retribuzioni dei magistrati, che vengono aggiornate ogni tre anni sulla base degli incrementi medi registrati nel pubblico impiego. Nel 2025 il Consiglio di Stato ha censurato il metodo utilizzato, contestando tra l’altro l’esclusione di alcune indennità e di categorie di dipendenti pubblici, oltre al ricorso alla media ponderata anziché a quella semplice. 

Le pronunce hanno riguardato inizialmente gli adeguamenti relativi al triennio 2018-2020, con conseguenze anche su quelli del 2021-2023. Il governo è quindi chiamato a dare esecuzione alle decisioni dei giudici amministrativi, finanziando i relativi decreti. 

La vicenda presenta anche un risvolto politico. L’esborso arriva mentre il governo è impegnato a definire una caratterizzata da margini di bilancio ristretti, che non consentirebbero di procedere con il taglio dell’Irpef per il ceto medio e con la detassazione delle tredicesime, mentre resta aperta la ricerca di risorse per gli interventi contro il caro bollette. 

La partita, peraltro, potrebbe non esaurirsi con questi stanziamenti. Restano infatti da definire gli adeguamenti relativi al triennio 2024-2026, sui quali peseranno anche gli effetti delle decisioni precedenti. E, secondo Il Sole 24 Ore, le conseguenze potrebbero estendersi ad altre categorie di dipendenti pubblici non contrattualizzati, come professori universitari e . I sindacati dei docenti e dei ricercatori hanno già avviato le iniziative per un possibile ricorso collettivo, aprendo la strada a ulteriori di adeguamento retributivo. 

“Le somme indicate sono il frutto di una stima priva di fondamento: gli importi effettivi sono di gran lunga inferiori a quelli riportati dal quotidiano: si parla per un magistrato con 20 anni di esperienza di una cifra che non arriva a un quarto di quanto scritto dal quotidiano”, spiega all’Adnkronos l’Associazione magistrati (Anm). “Si tratta, peraltro, di componenti stipendiali dovute per legge, che l’amministrazione ha omesso per anni di corrispondere – osserva l’Anm – Il loro ammontare è la diretta conseguenza dei ritardi accumulati nel pagamento”. 

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webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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