domenica 4 Ottobre 2026
Meloni e Giorgetti

Manovra, la Lega sfida Giorgetti: “Serve più coraggio”

Claudio Borghi chiede a Giorgia Meloni una legge di Bilancio più espansiva e invita il governo a non inseguire a ogni costo il rientro del deficit sotto il 3%

Di Redazione
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La discussione sulla prossima manovra economica entra in una fase sempre più delicata e apre un nuovo fronte di confronto all’ della . La Lega chiede infatti al governo un’impostazione più espansiva, mentre il ministro dell’Economia Giancarlo continua a richiamare la necessità di mantenere prudenza nella gestione dei conti pubblici. A rendere evidente la distanza tra le due impostazioni ci ha pensato il senatore leghista Claudio Borghi, che il 3 ottobre ha sollecitato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a non concentrare tutta la strategia economica sull’obiettivo di riportare il deficit sotto il 3%.

Il confronto arriva mentre il governo definisce il quadro finanziario della Manovra 2027. Il Documento programmatico di finanza pubblica approvato dal Consiglio dei prevede margini aggiuntivi legati soprattutto a energia e difesa, con uno spazio di bilancio complessivo nell’ordine dei 29 miliardi di euro distribuito su due anni. Il governo deve quindi trovare un equilibrio tra il sostegno all’economia, l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia, gli impegni sulla difesa e la necessità di mantenere sotto controllo il debito pubblico. La partita riguarda ora soprattutto come utilizzare questi margini e quali priorità finanziare.

Borghi: “Serve una manovra coraggiosa”

Claudio Borghi ha riconosciuto le ragioni della linea prudente sostenuta da Giancarlo Giorgetti, ma ha chiesto un cambio di passo. Il senatore della Lega sostiene che una politica economica responsabile non debba necessariamente coincidere con una riduzione immediata della spesa e del deficit. Secondo la sua impostazione, il governo dovrebbe invece intervenire prima che eventuali difficoltà economiche possano trasformarsi in una fase recessiva più profonda.

“Quando diciamo che ci vuole una finanziaria coraggiosa non significa essere imprudenti, ma muoversi in anticipo rispetto a possibili future recessioni”, ha dichiarato Borghi, spiegando la propria posizione sulla legge di Bilancio. Il parlamentare leghista ha quindi riconosciuto di comprendere l’approccio di Giorgetti, ma ha sostenuto la necessità di mettere maggiori risorse nell’economia qualora aumentassero i rischi di rallentamento.

La sua posizione entra direttamente nel dibattito sul rapporto tra disciplina fiscale e sostegno alla crescita. Borghi ritiene infatti che l’Italia non debba affrontare la discussione europea esclusivamente con l’obiettivo di ridurre il deficit sotto la soglia del 3%. Nel suo intervento ha sostenuto che Giorgia Meloni abbia finora rispettato con attenzione le regole europee, ma che ora possa adottare una maggiore flessibilità politica ed economica di fronte alle nuove difficoltà.

Quota 64 e flat tax tra le priorità della Lega

La richiesta della Lega non riguarda soltanto il livello complessivo della spesa. Claudio Borghi ha indicato anche alcune misure che il partito considera prioritarie nella prossima legge di Bilancio. Tra queste figurano Quota 64 e la flat tax, due temi che da tempo occupano una posizione centrale nell’agenda economica della Lega.

La proposta di destinare maggiori risorse a queste misure si inserisce in una discussione più ampia sulle scelte che il governo dovrà compiere nei prossimi mesi. Da una parte la maggioranza deve sostenere famiglie, lavoratori e imprese in una fase caratterizzata da una maggiore pressione sui prezzi e dall’incertezza legata ai . Dall’altra deve evitare che nuove misure di spesa compromettano il percorso di risanamento dei conti pubblici. La tensione tra queste due esigenze rappresenta uno dei nodi politici più importanti della Manovra 2027.

Giorgetti mantiene la linea della prudenza

Giancarlo Giorgetti mantiene invece un’impostazione più cauta. Il ministro dell’Economia ha sottolineato la complessità del quadro economico e ha richiamato la necessità di valutare con attenzione gli effetti delle nuove decisioni sulla finanza pubblica. Il governo ha comunque previsto margini aggiuntivi attraverso la flessibilità europea collegata alle spese per energia e difesa, senza trasformare questa possibilità in un via libera a una crescita indiscriminata del deficit.

Il quadro approvato dal governo mostra infatti una situazione articolata. Le nuove indicano una crescita del prodotto interno lordo dell’1% nel 2026 e dello 0,8% nel 2027. Allo stesso tempo, il deficit dovrebbe rimanere sotto il 3% del Pil nel 2026, mentre nel 2027 potrebbe superare temporaneamente quella soglia proprio a causa degli spazi di flessibilità legati alle nuove esigenze di spesa. Il governo deve quindi gestire contemporaneamente il sostegno all’economia e la credibilità della propria politica di bilancio.

In questo scenario, la posizione di Giorgetti e quella di Borghi rappresentano due approcci differenti all’interno della stessa maggioranza. Il ministro punta a utilizzare con attenzione gli spazi disponibili e a mantenere una traiettoria sostenibile dei conti. Il senatore della Lega chiede invece di sfruttare maggiormente il margine di manovra per anticipare eventuali difficoltà economiche e finanziare interventi considerati strategici dal partito.

Meloni cerca un equilibrio con e nella maggioranza

Al centro della partita rimane Giorgia Meloni, chiamata a conciliare le diverse sensibilità della coalizione e, contemporaneamente, a negoziare con le istituzioni europee nuovi margini di flessibilità. La presidente del Consiglio ha chiesto maggiore spazio per affrontare le conseguenze dell’aumento dei prezzi dell’energia e dell’inflazione, mentre il governo utilizza già gli strumenti previsti dalle regole europee per finanziare alcune spese straordinarie.

Il confronto con Bruxelles assume quindi un peso decisivo. Meloni non sta chiedendo un superamento generale delle regole fiscali europee, ma una maggiore possibilità di intervento alla luce delle condizioni economiche attuali. La richiesta italiana punta soprattutto a tenere dell’impatto dell’inflazione e dell’aumento dei costi energetici sulle famiglie e sulle imprese. In questo quadro, la posizione di Borghi appare ancora più netta perché sposta il dibattito dalla semplice ricerca di flessibilità alla possibilità di accettare un deficit superiore al 3% per sostenere l’economia.

La discussione sulla manovra si intreccia così con le diverse priorità dei partiti della maggioranza. La Lega insiste su , flat tax e maggiore sostegno all’economia; Giorgetti richiama invece la sostenibilità dei conti; Meloni deve trovare una sintesi che consenta al governo di approvare una legge di Bilancio credibile sul piano interno e nei rapporti con l’Unione europea. Il confronto sulla Manovra 2027 è quindi destinato a proseguire nelle prossime settimane, quando il governo dovrà trasformare gli spazi finanziari disponibili in misure concrete.

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