sabato 3 Ottobre 2026
Giorgia Meloni e Donald Trump. EPA_Yoan Valat_Pool

Meloni compra la pace di Trump: l’Europa cede sul diesel e il tycoon riabilita Giorgia

Dopo mesi di freddezza e punzecchiature per il mancato sostegno ai raid sull'Iran, il tycoon ritira le minacce e benedice la premier. Ma la diplomazia del riavvicinamento non è gratis: l'Europa apre le riserve strategiche per abbassare il prezzo della benzina negli USA prima delle urne.

Di Redazione
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L’ennesima piroetta diplomatica di Donald Trump ha una tariffa precisa, ed è stata saldata al vertice straordinario del G7 sull’. Per far dimenticare al presidente americano i rimbrotti dei mesi scorsi — sfociati nel risentimento per il no all’uso delle basi aeree nella crisi iraniana —, Giorgia e i partner europei hanno dovuto piegarsi alla priorità assoluta della Casa Bianca: evitare la stangata sulla benzina ai distributori americani a un mese esatto dalle elezioni midterm di novembre.

Il piatto della bilancia sbloccato dagli alleati è pesante: il all’immissione sul di 100 milioni di barili dalle scorte strategiche, con una quota d’urgenza di gasolio da rilasciare entro tre settimane. Un assist vitale che consente a Trump di fare marcia indietro sul paventato blocco dell’ energetico verso il Vecchio Continente e di incassare il risultato sbandierandolo ai suoi elettori in Alabama. In cambio, il tycoon concede l’assoluzione pubblica a Palazzo Chigi: «Il mio con lei è molto buono. Mi è sempre piaciuta».

La diplomazia di Palazzo Chigi incassa la tregua fino a Miami

Per la italiana, il prezzo pagato in termini di riserve energetiche rappresenta la chiave per disinnescare l’isolamento e blindare l’asse ideologico con i repubblicani. Le trattative condotte nell’ombra dai canali diplomatici nelle ultime settimane hanno trasformato l’ nell’occasione perfetta per ricucire lo strappo, prima che il logoramento danneggiasse la posizione di Roma a .

La ricomposizione del quadro atlantico aprirà ora la strada ai prossimi passaggi cruciali nell’agenda della premier: dal galà della National Italian American Foundation a metà ottobre a Washington, fino al vertice del G20 previsto a Miami a dicembre. Scongiurato il rischio di ritorsioni commerciali o strappi istituzionali, Meloni riabilita la propria centralità agli occhi dell’alleato americano, confermando che nella geopolitica del tycoon anche la stima personale si misura sul prezzo al gallone.

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