L’ennesima piroetta diplomatica di Donald Trump ha una tariffa precisa, ed è stata saldata al vertice straordinario del G7 sull’energia. Per far dimenticare al presidente americano i rimbrotti dei mesi scorsi — sfociati nel risentimento per il no all’uso delle basi aeree nella crisi iraniana —, Giorgia Meloni e i partner europei hanno dovuto piegarsi alla priorità assoluta della Casa Bianca: evitare la stangata sulla benzina ai distributori americani a un mese esatto dalle elezioni midterm di novembre.
Il piatto della bilancia sbloccato dagli alleati è pesante: il via libera all’immissione sul mercato di 100 milioni di barili dalle scorte strategiche, con una quota d’urgenza di gasolio da rilasciare entro tre settimane. Un assist vitale che consente a Trump di fare marcia indietro sul paventato blocco dell’export energetico verso il Vecchio Continente e di incassare il risultato sbandierandolo ai suoi elettori in Alabama. In cambio, il tycoon concede l’assoluzione pubblica a Palazzo Chigi: «Il mio rapporto con lei è molto buono. Mi è sempre piaciuta».
La diplomazia di Palazzo Chigi incassa la tregua fino a Miami
Per la premier italiana, il prezzo pagato in termini di riserve energetiche rappresenta la chiave per disinnescare l’isolamento e blindare l’asse ideologico con i repubblicani. Le trattative condotte nell’ombra dai canali diplomatici nelle ultime settimane hanno trasformato l’emergenza carburanti nell’occasione perfetta per ricucire lo strappo, prima che il logoramento danneggiasse la posizione di Roma a Washington.
La ricomposizione del quadro atlantico aprirà ora la strada ai prossimi passaggi cruciali nell’agenda della premier: dal galà della National Italian American Foundation a metà ottobre a Washington, fino al vertice del G20 previsto a Miami a dicembre. Scongiurato il rischio di ritorsioni commerciali o strappi istituzionali, Meloni riabilita la propria centralità agli occhi dell’alleato americano, confermando che nella geopolitica del tycoon anche la stima personale si misura sul prezzo al gallone.





