A Palazzo Chigi arriva un sistema per tenere lontani piccioni e gabbiani dagli spazi istituzionali. Il governo guidato da Giorgia Meloni ha scelto una tecnologia elettromagnetica per affrontare il problema degli escrementi dei volatili, che interessano il cortile e lo scalone d’onore, uno degli ambienti di rappresentanza più importanti della Presidenza del Consiglio.
L’intervento punta a tutelare l’igiene e il decoro degli spazi frequentati dalla premier, dai ministri e dalle delegazioni ufficiali in visita. Secondo le informazioni diffuse il 21 ottobre 2026, la fornitura riguarda il sistema Fly Away, destinato a scoraggiare la presenza degli uccelli senza ricorrere alla loro eliminazione.
Il costo dell’intervento supera i 18mila euro
La Presidenza del Consiglio ha affidato l’incarico alla società milanese Ekonore srl, specializzata in servizi di disinfestazione e controllo dei volatili. Il contratto prevede una spesa di 18.220 euro, oltre all’Iva, e resterà in vigore fino al 31 dicembre 2027. La cifra comprende 17.500 euro per l’impianto e 720 euro per l’assistenza tecnica al montaggio.
Il dispositivo dovrebbe creare un campo elettromagnetico capace, secondo le indicazioni dell’azienda, di interferire con l’orientamento degli uccelli e scoraggiarli dall’atterrare nelle aree protette. L’obiettivo consiste nel ridurre la presenza dei volatili nei punti più delicati dell’edificio, evitando accumuli di guano lungo lo scalone d’onore.
I precedenti alla Camera con Laura Boldrini
Il problema non riguarda soltanto Palazzo Chigi. Durante la presidenza di Laura Boldrini alla Camera, tra il 2013 e il 2018, Montecitorio affrontò situazioni analoghe, soprattutto nel parcheggio riservato ai parlamentari, dove gli storni sporcavano le automobili. All’epoca, la Camera utilizzò dispositivi acustici con richiami di rapaci per allontanare gli uccelli.
Nel 2017, inoltre, la presenza dei gabbiani nel cortile di Montecitorio spinse a installare sottili fili d’acciaio per limitarne gli atterraggi. Quegli interventi non eliminarono definitivamente il problema, che si ripresentò in altre zone della Capitale.
La nuova soluzione scelta a Palazzo Chigi punta quindi su una tecnologia diversa, con l’obiettivo di proteggere gli spazi istituzionali e garantire condizioni igieniche adeguate.
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