domenica 18 Ottobre 2026

Milano sotto assedio, seconda giornata di guerriglia in Duomo: Meloni convoca il vertice di sicurezza

Seconda giornata di scontri e saccheggi nel centro di Milano, con blitz coordinati via social tra Corso Vittorio Emanuele, via Torino e Corso Garibaldi. L'80% dei fermati è minorenne. La premier Meloni convoca un vertice sull'ordine pubblico mentre esplode il scontro politico tra il sindaco Sala e il ministro Piantedosi

Di Redazione
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Non si arresta l’ondata di scontro sociale e devastazioni che sta attraversando le principali città italiane. Per il secondo giorno consecutivo, il centro di Milano è stato teatro di una vera e propria guerriglia urbana coordinata sulle piattaforme social: centinaia di giovanissimi dressed in black, con felpa e cappuccio, si sono dati appuntamento attorno a Duomo, sferrando blitz fulminei contro vetrine, negozi di abbigliamento e supermercati lungo via Torino, Cordusio e corso Garibaldi.

I numeri del weekend tracciano un bilancio pesante per il capoluogo lombardo e per città come Torino e Bologna, dove Confcommercio stima già danni per oltre un milione di euro. Solo nella giornata di domenica, prima delle 19, le forze dell’ordine hanno portato in questura 160 persone a Milano: l’80% di esse è composto da . Di fronte all’escalation, la premier ha convocato d’urgenza un sull’ordine pubblico con i vertici della sicurezza nazionale.

Saccheggi nel centro e risposta della polizia: 160 fermati, blindato il Duomo

La dinamica dei disordini ha ricalcato la strategia del giorno precedente, cogliendo di sorpresa il dispositivo di sicurezza cittadino. Gruppi di giovanissimi hanno sfondato le vetrine di importanti vendita — tra cui Footlocker, Levi’s, Decathlon e Carrefour — utilizzando persino i manubri dei monopattini come arieti per penetrare nelle strutture e saccheggiare la merce.

Per contenere i disordini e proteggere i flussi turistici, le autorità hanno disposto la blindatura della Galleria Vittorio Emanuele e la chiusura anticipata del Duomo. Le forze dell’ordine hanno risposto all’impiego di oggetti contundenti, transenne e sedie lanciate dai manifestanti azionando idranti e sparando decine di lacrimogeni nel tentativo di disperdere i nuclei più violenti, che si sono poi dileguati nei vicoli dello shopping milanese.

Scontro frontale Sala-Piantedosi e reazioni delle opposizioni

I fatti di Milano hanno innescato un durissimo scontro istituzionale sulla gestione dell’ordine pubblico. Il sindaco Giuseppe Sala ha denunciato la carenza di organico e la sottovalutazione dell’emergenza da parte del Viminale: «L’impressione che si stia sottovalutando il momento e che le forze disponibili a Milano non fossero adeguate io ce l’ho». La replica del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi è stata immediata, liquidando le parole del primo cittadino come «il solito riflesso naturale della sinistra radical chic che preferisce guardare a presunte responsabilità dello Stato piuttosto che condannare i violenti».

Mentre la maggioranza difende l’operato delle forze dell’ordine e il del Senato Ignazio parla di polemiche «senza senso», dal fronte delle opposizioni arriva una netta distinzione tra le violenze di piazza e le motivazioni della protesta sociale. La segretaria del PD e il leader del M5S Giuseppe Conte hanno ribadito la dei saccheggi, avvertendo tuttavia l’esecutivo: «I delinquenti vanno fermati, ma il governo non può usare gli episodi di per oscurare il disagio reale di milioni di famiglie e lavoratori che non riescono più ad arrivare alla fine del mese».

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