sabato 17 Ottobre 2026
Matteo Salvini

Milano spacca il centrodestra: la Lega ai gazebo, FI cerca un altro candidato

La premier Meloni spera di conquistare il capoluogo lombardo. Il 6 luglio è previsto l’incontro tra i coordinatori comunali per dettare la linea

Di Redazione
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traballa. Ha bisogno di certezze dopo che Futuro nazionale ha sorpassato clamorosamente la Lega ai sondaggi. Dunque, in cerca di approvazione, si rivolge ai cittadini della «sua Milano». Una quarantina di gazebo del Carroccio verranno distribuiti a macchia di leopardo tra le vie del capoluogo lombardo, così da consentire agli elettori, o potenziali, di esprimersi sulle criticità che attanagliano la città, ma anche sul candidato sindaco. Il nome del papabile verrà scritto su un foglio bianco. Niente indicazioni che influenzino la scelta. Si prospetta così un confronto tra lo stesso Salvini e la sua vice segretaria: Silvia Sardone.

D’altro canto, storce il naso. Gli azzurri ritengono che l’iniziativa leghista sia «legittima», ma sottolineano di preferire «un nome civico» per guidare Milano nel -Sala. Tanto da considerare di sganciarsi dalla coalizione di centrodestra e procedere da soli sul modello Vigevano. Non solo, tra i candidati considerati da FI figura Carlo Cottarelli, ex senatore Pd, che potrebbe aprire le porte a un dialogo con Azione. Eventualità che convince poco gli alleati.

Ma anche FdI ha un’idea tutta sua su come gestire le milanesi. Il presidente del Senato Ignazio La propone da settimane il segretario di Noi Moderati Maurizio Lupi. Lo stesso che ha invitato i coordinatori cittadini a riunirsi in data 6 per decidere il da farsi. All’incontro parteciperanno Samuele (Lega), Simone Orlandi (FdI), Cristina Rossello (FI) e Mariangela Padalino (Noi Moderati). Mentre non è ancora stabilita una data per riunire i coordinatori regionali.

La premier spera di riprodurre il caso Venezia, dove il centrodestra ha strappato la città al campo largo. Ma tutto è ancora da vedere. Soprattutto di fronte al malessere crescente Salvini, che colpito frontalmente dall’ascesa di Roberto Vannacci, non sa più dove guardare per recuperare autorevolezza: dalla candidatura a al potenziale ritorno al Viminale.

Leggi anche: Il centro impossibile. Renzi, Onorato, Ruffini: tra i moderati è tutti contro tutti

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