Lo scatto che ritrae i leader di partito Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli insieme è diventato un caso. Non negli ambienti del centrodestra, ma in quello dei centristi e dei riformisti. Che fanno a gara a chi cerca di mostrarsi più indispensabile per la vittoria delle elezioni politiche del 2027. «La stessa foto di un anno fa e tutti sanno che non è sufficiente per vincere sia numericamente che politicamente», rivendica il segretario di +Europa Riccardo Magi.
C’è poi Ernesto Maria Ruffini con il suo movimento Più uno, che si avvale delle tecniche di regia di Sergio Leone per descrivere il selfie dei quattro “big” del campo largo: «Fa pensare a un‘inquadratura dove il primo piano mano mano si allarga e rivela una scena più complessa e affollata». Ergo: se la coalizione non include i partiti minori, difficilmente il fronte progressista riuscirà a sfilare Palazzo Chigi alla premier Giorgia Meloni. E così il leader pentastellato si trova a dover rassicurare i potenziali alleati: «Non c’è nessuna volontà di escludere i moderati».
Il nodo Renzi
Nelle ore successive alla pubblicazione della famosa foto sui social, si è scatenato un botta e risposta a distanza tra gli esponenti di Italia Viva-Casa Riformista e del Movimento 5 stelle. In particolare, l’ex premier pentastellato nutre tutt’oggi dei dubbi sull’affidabilità di Matteo Renzi, memore della sfiducia che fece cadere il Conte II nell’inverno del 2021. Cautela alla quale il diretto interessato ha risposto assertivo: «Se qualcuno vuole fare come le politiche del 2022 o come in Liguria, mettendo veti, per mandare la destra non solo a Palazzo Chigi ma anche al Quirinale, lo spiegherà ai cittadini».
A difendere la posizione di Conte ci pensa l’ex sindaca di Torino e deputata del M5s Chiara Appendino, che afferma: «Sarebbe tafazziano avere Renzi in coalizione». La segue la deputata di Iv Maria Elena Boschi, la quale invece rimprovera: «Chi sceglie di rompere l’alleanza fa un favore a Meloni». Ma nella coalizione del campo largo, il M5s guarda a un altro possibile alleato. Apprezzato proprio dall’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte: Alessandro Onorato.
Il progetto Onorato
Alessandro Onorato, e il suo Progetto civico, non vede di buon occhio i renziani. Ed è qualcosa che ha in comune proprio con i pentastellati. Il leader del M5s ha fatto i complimenti a Onorato per le sue idee e ha garantito: «Per lo sbilanciamento a sinistra non si deve preoccupare nessuno perché il M5s, che è una forza tradizionalmente non di sinistra, vuole parlare a tutto il Paese». Le carte moderate tra cui i “big” del campo largo possono scegliere sono diverse. Ciononostante, sembra definitivo il fronte compatto dei “quattro”, che ora si muovono coesi.
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