martedì 6 Ottobre 2026

Nel nuovo libro di Marco Bernardini la verità sulla non autosufficienza in Italia

Nel volume "Long-term care: una sfida necessaria" (Lithos 2026), Bernardini analizza le criticità dell'assistenza agli anziani in Italia tra burocrazia, divari Nord-Sud e stangate sulle famiglie.

Di Redazione
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L’Italia si scopre sempre più vecchia, ma le risposte della politica restano imbrigliate nelle consuete passerelle istituzionali. Al 1° gennaio 2026 i cittadini over 65 hanno raggiunto la cifra record di 14,821 milioni (il 25,1% della popolazione totale), con gli ultrasessantacinquenni destinati a toccare la quota monstre del 34,6% entro il 2050 secondo le proiezioni . È a partire da questa voragine demografica che il dottor Marco Bernardini firma la monografia «Long-term care: una sfida necessaria» (Lithos 2026), mettendo a nudo le fragilità e i ritardi di un sistema di welfare incapace di trasformare i tagliandi normativi in vera assistenza quotidiana.

L’illusione dei numeri: quando inaugurare non significa curare

Il punto di forza dell’analisi condotta nel volume di Bernardini risiede nella capacità di andare oltre la contabilità trionfalistica delle riforme di carta. Sebbene i dati Agenas del 2025 registrino oltre 1,6 milioni di anziani presi in carico in (l’11,3% degli over 65) e l’apertura formale di 625 Centrali Operative Territoriali e 781 Case della Comunità, la realtà operativa si rivela assai più desolante. Aprire uno sportello o conteggiare un modulo non equivale a garantire ore effettive di assistenza qualificata: senza personale e continuità delle cure, le strutture del rischiano di trasformarsi in cattedrali nel deserto.

Il nodo del personale e la sulle

Il vero collo di bottiglia del sistema italiano risiede nella drammatica carenza di operatori sul campo. L’Italia registra appena 1,5 lavoratori della long-term care ogni 100 anziani, a fronte di una media OECD di 5,0. Un vuoto organico colmato quasi interamente dal sacrificio economico e personale dei privati: con oltre 412mila badanti regolari censite dall’INPS nel 2025, la gestione della non autosufficienza continua a essere scaricata sul lavoro domestico e sul carico non retribuito dei caregiver familiari, trasformando la fragilità in una vera e propria stangata sul del ceto medio.

Il gap Nord- e la trappola del regionalismo

A completare il quadro delle criticità interviene la cronica spaccatura del regionalismo sanitario. Se la diversificazione dei modelli organizzativi rappresenta un principio legittimo, il problema sorge quando il luogo di residenza determina il diritto stesso a ricevere assistenza. Tra le eccellenze del Nord e le carenze strutturali del , l’esigibilità dei LEA e dei LEPS rimane un miraggio sulla carta. Come evidenzia Bernardini in “Long-term care: una sfida necessaria”, la sfida dei prossimi anni non sarà l’ennesima riforma annunciata a favore di , ma la capacità di far funzionare l’esistente senza lasciare la degli anziani alla fortuna del loro codice d’avviamento postale.

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