martedì 6 Ottobre 2026

Nervi scoperti a Palazzo Chigi: Fratelli d’Italia evoca il voto anticipato a maggio

Il capogruppo FdI Malan ipotizza l'election day a maggio 2027 prima della retromarcia: i calcoli della maggioranza sulle amministrative e il rebus primarie nel campo largo

Di Redazione
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A dispetto delle rassicurazioni ufficiali di Giorgia Meloni sul del mandato fino alla scadenza naturale del 2027, lo spettro delle elezioni anticipate comincia ad agitare sia la maggioranza di centrodestra che i palazzi della politica romana. A spalancare la porta all’ipotesi di un ritorno alle urne anticipato è stato il di Fratelli d’Italia al Senato, Lucio Malan. Durante la trasmissione Un giorno da pecora su Rai Radio1, il ha ammesso la possibilità di votare già nel 2027 anziché in autunno, ventilando un “election day” in concomitanza con le amministrative, prima che una telefonata dai vertici dell’esecutivo lo costringesse a una repentina e imbarazzata retromarcia.

I calcoli tattici della maggioranza e lo spauracchio dei grandi comuni

La gaffe svela i calcoli elettorali in corso a Palazzo Chigi. Come ammesso dallo stesso Malan, se da un lato anticipare la fine della legislatura a maggio eviterebbe di dover redigere una complessa legge di in autunno, dall’altro l’accorpamento con le amministrative nasconde insidie strutturali per il centrodestra. Il voto comunale coinvolgerà grandi metropoli storicamente ostili alla destra come Roma, Milano, Napoli, Bologna, Torino, e Palermo. Legare le sorti del nazionale a competizioni cittadine dove il centrosinistra parte avvantaggiato nei grandi centri urbani rischia di rivelarsi un clamoroso autogol strategico per la coalizione.

Le difficoltà degli alleati e l’incognita Vannacci

Sullo sfondo delle manovre sul calendario elettorale pesano anche gli equilibri interni alla maggioranza. Lega e continuano a soffrire nei sondaggi l’azione di erosione dei consensi condotta da Roberto Vannacci e dal suo movimento Nazionale. Andare al voto senza aver concesso agli alleati di governo il tempo di recuperare terreno rischia di indebolire la tenuta della coalizione guidata da FdI. In questo scenario di costante pre-campagna elettorale si inserisce anche la mossa precauzionale di Giorgia Meloni, che ha appena depositato all’Euipo il marchio sonoro del suo iconico “Io sono Giorgia Meloni” per schermare le proprie uscite pubbliche da clonazioni e deepfake nell’eventualità di uno scontro politico imminente.

Cantiere campo largo: lo scontro sulle primarie agita le opposizioni

L’ipotesi di un’accelerazione verso le urne coglie impreparato anche il campo largo delle opposizioni, ancora invischiato nella definizione della leadership e del perimetro di coalizione. Il nodo principale resta l’organizzazione delle primarie per la scelta del candidato premier anti-Meloni. Se la segretaria del PD Elly Schlein e il leader M5S tirano dritto sull’uso della consultazione popolare, la proposta trova la ferma opposizione di AVS con Angelo Bonelli, che giudica le primarie divisevoli, e di Riccardo Magi (+Europa), contrario all’ossessione per i nomi e critico verso l’atteggiamento di Matteo Renzi (Italia Viva), accusato di dividere il fronte progressista con prese di posizione personalistiche.

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