La corsa per la successione a Beppe Sala a Milano trasforma il centrodestra in un campo di battaglia. A far esplodere le tensioni all’interno della coalizione è stata la proposta avanzata da Matteo Salvini di svolgere le primarie per scegliere il candidato sindaco della città. La risposta di Forza Italia è arrivata a stretto giro ed è stata una chiusura netta: il coordinatore lombardo degli azzurri, Alessandro Sorte, ha respinto l’ipotesi dei gazebo spalancando la porta a una spaccatura col Carroccio: «Se non si trova la quadra e la Lega vuole correre da sola, non sarebbe una tragedia: se vogliono vadano da soli».
Per il deputato azzurro, l’eventualità di correre divisi rievoca lo storico precedente del primo governo cittadino guidato da Gabriele Albertini, capace di vincere e amministrare la città anche senza il contributo della Lega. Secondo Forza Italia, il profilo migliore su cui puntare resta il sottosegretario Matteo Perego di Cremnago, ritenuto più idoneo a intercettare l’elettorato moderato del Terzo Polo e del PD rispetto a candidature percepite come troppo identitarie.
La replica del Carroccio e la mediazione di La Russa
Le parole del coordinatore azzurro hanno provocato l’immediata reazione della Lega. Samuele Piscina, segretario provinciale leghista e consigliere comunale, ha espresso profondo rammarico per i richiami al passato, definendo l’unità della coalizione come un valore non negoziabile. Dal Carroccio difendono la scelta delle primarie come uno strumento trasparente e democratico per superare lo stallo e coinvolgere i quartieri e le periferie, invitando gli alleati a non temere il voto dei cittadini.
In serata è arrivato anche l’intervento del presidente del Senato Ignazio La Russa da Firenze per provare a gettare acqua sul fuoco ed evitare spaccature insanabili. Pur precisando che Fratelli d’Italia non ha sollecitato il ricorso ai gazebo, la seconda carica dello Stato ha invitato la coalizione a evitare contrapposizioni rigide, sollecitando i partiti a trovare una sintesi unitaria — con o senza primarie — per affrontare compatti una sfida elettorale complessa ma aperta.





