martedì 12 Maggio 2026

Pera Toons diventa una serie: “Un sogno che si realizza, ora punto a un film d’animazione”

Da La Sintesi Online
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(Adnkronos) –
“Un sogno che si realizza”. Così Alessandro Perugini, in arte Pera Toons, commenta all’Adnkronos la sua nuova avventura televisiva. Dopo aver conquistato il web e le classifiche editoriali con 7 milioni di follower e oltre 3 milioni di libri venduti, il fenomeno della comicità pulita e trasversale approda su Rai Gulp con “Prova a non ridere!”, una serie animata che promette di riunire tutta la famiglia davanti allo schermo. Dopo averlo auspicato varie volte, il progetto è diventato realtà. “È arrivato, e con un formato che mi fa stare sereno, perché funziona tanto sia sui libri che sui social”, spiega Perugini. La scelta della Rai non è casuale, ma dettata da un legame affettivo e da una precisa visione: “Sono un fruitore Rai, come tutta la mia famiglia. È una realtà sicura, accessibile e democratica. La parola ‘Gulp’ per me ha un significato profondo, legato ai ricordi d’infanzia e a ‘SuperGulp, fumetti in TV’ che mi cantava mia mamma”. 

La serie, prodotta da Tunué in collaborazione con Rai Kids, andrà in onda dal 18 maggio su Rai Gulp e Rai Play. Composta da 46 episodi di 6 minuti, rappresenta l’evoluzione naturale del suo percorso. “Ho voluto portare in TV tutto il mio know-how, rivisitando battute e creandone di inedite, animare ‘coi fiocchi’ grazie a un team di animatori che mi supporta e non sopporta”, racconta. Il passaggio dai social alla televisione è stato fluido, con l’unica sfida di adattarsi a standard qualitativi più alti. “Questa esperienza mi ha insegnato ad essere più manager di me stesso, a delegare animazioni che da solo non avrei mai potuto realizzare in tempi così stretti”. 

Ogni episodio è pensato come una “stanza diversa di un laboratorio comico”, un format che offre novità sia ai fan di lunga data sia a chi lo scopre per la prima volta. “I fan troveranno tante battute inedite, un restyling di quelle più amate e una sigla che reputo spaziale, cantata da me”, anticipa. Per i nuovi spettatori, invece, sarà un’immersione nelle sue battute più “pera-formanti”, quelle il cui successo è già stato testato e garantito dal feedback istantaneo dei social. “I sociali sono fondamentali”, ammette. “Mi hanno fatto conoscere, ma soprattutto mi danno un riscontro immediato. Tutti i miei format, dagli indovinelli alle barzellette, esistono perché le persone li volevano”. La passione per le freddure ha radici lontane. “La prima che ho sentito fu alle elementari, da un amico, Stefano: ‘Guarda quell’aereo decolla. Ma che decolla, è de ferro’. Lì capii che amavo i giochi di parole”. La prima battuta ufficiale come Pera Toons, invece, risale al 2017: un dente che fa un “incidente” contro un palo, disegnato con una penna Bic su un fazzoletto. Da quel “crash”, l’ascesa è stata inarrestabile. Di fronte a numeri da capogiro, Perugini ammette di perdere a volte il contatto con la realtà. “È impossibile rendersi conto visivamente di cosa significa 7 milioni di persone. Te ne accorgi un po’ ai firmacopie, quando per 300 firme ci vogliono 7 ore filate”. 

 

La forza della sua comicità sta nella sua universalità. “La freddura è trasversale, non dipende dall’età ma dal gusto”, spiega. A questo si aggiungono la nostalgia per le barzellette classiche, i temi familiari in cui tutti possono riconoscersi e uno stile grafico pulito e veloce, che si distingue nell’inquinamento visivo di oggi. Pur mantenendo uno spazio di leggerezza, a volte Perugini affronta temi più profondi, come la fiducia in se stessi, l’ambiente o il dolore per la perdita del nonno. Evita invece la politica: “Quando non so una cosa, cerco di non parlarne”. 

Il suo processo creativo sembra inesauribile. “Non ho mai il blocco, è una questione di allenamento e di format. Se non mi viene un’idea, faccio altro e ci dormo su. La mattina dopo, l’idea c’è”. Questo equilibrio gli ha permesso di raggiungere quello che definisce il suo “ikigai”, il senso della vita secondo la filosofia giapponese: fare un lavoro che ama, che gli permette di vivere, che è apprezzato e che fa del bene. “Io penso di averlo raggiunto, anche se me lo devo difendere tutti i giorni. In questo devo ringraziare devo ringraziare i fumetti e il disegno che mi hanno dato un equilibrio nella vita in generale”. 

Un equilibrio che genera un bene inaspettato, come testimonia il complimento che lo emoziona di più: “Quando i genitori mi dicono: ‘Mio figlio ha iniziato a leggere con i tuoi libri’”. O quando raccontano di bambini con difficoltà che, attraverso le sue battute, scoprono l’ironia e trovano un modo per fare amicizia. “Non avevo un obiettivo sociale, è semplicemente successo e ne sono fiero”. Realizzato il sogno della serie Tv, Pera Toons guarda già avanti. Un parco a tema? “Mi piacerebbe, adoro i parchi a tema, anche se per ora è uno step troppo grande”. Meno allettante è l’espansione internazionale, perché “perderei tutto il lato umoristico legato ai giochi di parole della lingua italiana”. Il vero obiettivo è un altro: “Vorrei fare un film d’animazione, con una storia unica che leghi insieme tante battute”. Ma il sogno più grande, conclude, resta uno: “Riuscire a confermare tutto quello che ho costruito e a mantenere questo ‘ikigai’, questo stato di felicità”. di Loredana Errico
 

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