(Adnkronos) – In un mondo che è profondamente “cambiato”, anche la politica di coesione dell’Ue deve evolversi. Lo ha sottolineato oggi a Bruxelles il vicepresidente della Commissione Europea Raffaele Fitto, intervenendo alla plenaria del Comitato Europeo delle Regioni.
“Gli attuali programmi della politica di Coesione – ha notato Fitto – sono stati elaborati diversi anni fa. Sono stati discussi tra gli Stati membri, le regioni e la Commissione tra il 2019 e il 2021. Ma da allora il mondo è cambiato, e continua a cambiare, e la loro attuazione è iniziata realmente solo tra il 2024 e il 2025, in un mondo molto diverso da quello in cui erano stati concepiti”.
Questi programmi, ha continuato, “rappresentano un terzo del bilancio europeo. Ovunque andassi, sentivo parlare di nuove esigenze di investimento. Gli Stati membri e le regioni chiedevano una politica di Coesione più reattiva. Attraverso la revisione intermedia abbiamo dato agli Stati membri e alle regioni la flessibilità necessaria per affrontare queste priorità emergenti”.Questo, ha proseguito Fitto, “è stato quindi il primo passo nella modernizzazione della Politica di Coesione. Oggi posso presentarvi i risultati, che sono sostanziali. 186 programmi sono stati modificati. Complessivamente, sono stati riallocati investimenti per un totale di 34,6 miliardi di euro”.
“Nella nostra proposta – ha spiegato – abbiamo individuato cinque priorità. La prima priorità, in termini di finanziamenti riallocati, è la competitività. Dalle tecnologie 6G alle biotecnologie, gli Stati membri e le Regioni stanno investendo 15,2 miliardi di euro”. “La seconda – ha proseguito – è la difesa. 11,9 miliardi di euro sosterranno investimenti a duplice uso: droni, risorse spaziali e mobilità militare. Il potenziale utilizzo degli investimenti di coesione a fini di difesa è una questione delicata. Con la revisione intermedia lo abbiamo reso possibile, ma si tratta di una scelta che spetta ai governi e alle Regioni, responsabili nei confronti dei propri cittadini”. “La terza – ha aggiunto Fitto – alloggi a prezzi accessibili. 3,3 miliardi di euro sosterranno progetti come l’acquisizione e la ristrutturazione di alloggi esistenti. La quarta: la gestione delle risorse idriche. 3,1 miliardi di euro saranno destinati alle infrastrutture, per migliorare l’approvvigionamento di acqua potabile e i sistemi idrici. E la quinta: le infrastrutture energetiche. 1,1 miliardi di euro sosterranno gli interconnettori e la decarbonizzazione industriale”.
“Non si tratta di proiezioni – ha continuato – non si tratta di impegni sulla carta. Si tratta di denaro reale che gli Stati membri e le regioni possono già utilizzare. Ed è proprio su questo impegno di partenariato che vorrei concludere. Perché è così che lavoriamo”. “Non prendiamo decisioni da soli – ha evidenziato infine – lavoriamo insieme. Lo avete visto nella revisione intermedia: ci siamo confrontati direttamente con voi, con gli Stati membri e con le regioni, per comprendere le vere sfide e discuterne insieme. È così che comprendiamo le esigenze di ogni Regione”, ha concluso.
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