mercoledì 14 Ottobre 2026

Previdenza, Manfredonia (Acli): “Con contributivo rischio pensioni povere, serve garanzia per il futuro”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – “Con il sistema contributivo il rischio è che quando si andrà in pensione l’assegno possa arrivare a circa il 60% dell’ultima retribuzione, con una pensione quindi più povera agli ultimi anni di ”. Lo ha dichiarato Emiliano Manfredonia, nazionale Acli, intervenendo al seminario ‘ Next Gen. La pensione contributiva di garanzia, dentro un sistema equo e sostenibile’, organizzato a Roma da Acli e Patronato Acli. “Il problema della pensione è legato anche alla situazione attuale del mercato del lavoro – ha spiegato Manfredonia – perché oggi circa 4 milioni di persone vivono con 700 al mese. Questo significa non solo povertà economica, ma anche povertà previdenziale, perché con salari bassi e carriere discontinue si riesce ad accumulare poco per la pensione”. 

Secondo il presidente nazionale Acli, a essere maggiormente esposti sono soprattutto i giovani, che “entrano più tardi nel mondo del lavoro, attraversano periodi di formazione o di inattività e rischiano di arrivare alla pensione con una storia contributiva insufficiente”. Per questo, ha sottolineato Manfredonia, “se non vogliamo creare nuovi poveri, la legge deve pensare a strumenti di garanzia per le persone, indipendentemente dalla loro storia lavorativa. La pensione contributiva di garanzia che proponiamo – ha chiarito – non è una pensione assistenziale, ma una pensione che nasce dai comunque versati dalle persone, anche in condizioni lavorative fragili e discontinue. Lo Stato deve guardare al e non considerare le persone soltanto come forza lavoro, ma nella loro dignità, garantendo la possibilità di avere una prospettiva previdenziale adeguata”. 

Sul tema delle , il presidente delle Acli ha evidenziato la necessità di intervenire sulla distribuzione della spesa previdenziale. “Non necessariamente bisogna ricorrere alla fiscalità generale: occorre ragionare su una redistribuzione del montante contributivo. Ogni anno vengono accantonati circa 400 miliardi di euro per le , ma oggi la distribuzione delle risorse presenta squilibri importanti: una quota ridotta di persone riceve una parte molto elevata delle risorse, mentre una platea più ampia riceve molto meno. Su questo bisogna intervenire”, ha concluso. 

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