giovedì 14 Maggio 2026

Rebuild 2026 chiude 12esima edizione, con Housing Remix nuova stagione politiche abitare

Da La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Si è conclusa al centro congressi di Riva del Garda la dodicesima edizione del primo evento italiano dedicato all’innovazione sostenibile dell’ambiente costruito. Un’edizione particolarmente partecipata e interamente focalizzata su uno dei dossier più urgenti dei prossimi anni: la questione abitativa. 

Soddisfazione da parte dei vertici di Riva del Garda Fierecongressi, che hanno evidenziato la qualità del confronto e la solidità delle proposte emerse. Come ha dichiarato Alessandra Albarelli, direttrice generale di Riva del Garda Fierecongressi: “Torniamo da questa esperienza come da un viaggio in Europa, con un patrimonio di conoscenze e strumenti in più, in grado di offrire un quadro maturo delle soluzioni possibili, utili per lavorare meglio anche nel nostro Paese. Le esperienze condivise dimostrano che quella che oggi definiamo emergenza abitativa può trovare risposte concrete attraverso competenze, collaborazione e capacità di mettere a sistema le migliori pratiche”.  

A REbuild è infatti scaturita con chiarezza una convinzione condivisa da tutta la community: la casa non può più essere interpretata come un semplice prodotto immobiliare, ma come un ecosistema di servizi, relazioni e opportunità, in grado di incidere sulla qualità della vita, sulla competitività dei territori e sulla coesione sociale. Un cambiamento di prospettiva profondo, alimentato da trasformazioni demografiche, sociali ed economiche che stanno ridefinendo bisogni, aspettative e modelli dell’abitare contemporaneo. 

La due giorni di confronto ha restituito l’immagine di una domanda abitativa sempre più articolata e distante dalle logiche del passato: accessibilità economica, salute, servizi di prossimità, sostenibilità ambientale, flessibilità degli spazi e qualità delle relazioni urbane diventano elementi integrati di una nuova idea di abitare. In questo scenario, la casa evolve in infrastruttura sociale e piattaforma di benessere, all’interno di un sistema che connette tecnologia, comunità, welfare e innovazione. 

Lo squilibrio geografico tra domanda e offerta, l’insostenibilità economica che mina il senso di cittadinanza, i tempi e la complessità dei procedimenti urbanistica, la transizione verso un’edilizia industrializzata e il reperimento di ‘capitali pazienti’ sono stati i temi principali di confronto presentati in apertura da Ezio Micelli, presidente del Comitato scientifico di REbuild, poi sviluppati attraverso i cinque pilastri chiave – politiche, capitali, regole, costruire, abitare – attorno ai quali si è svolto il confronto organizzato da REbuild per dare una lettura sistemica della questione abitativa.  

Il messaggio emerso è chiaro: affrontare la sfida dell’housing richiede la capacità di coniugare competenze, saperi e filiere diverse in una visione comune. Politiche pubbliche, finanza, progettazione, costruzioni, manifattura, digitalizzazione e processi gestionali non possono più operare per compartimenti stagni ma devono contribuire a costruire un modello integrato, capace di tradurre innovazione e sostenibilità in soluzioni concrete, replicabili e accessibili. 

È proprio questa convergenza tra conoscenze, strumenti e capacità realizzative ad aver rappresentato il cuore di ‘Housing Remix’, tema guida dell’edizione 2026: un percorso che ha messo in dialogo istituzioni, imprese e investitori per delineare una nuova stagione dell’abitare, fondata sulla collaborazione e sulla capacità di leggere il cambiamento come occasione di trasformazione strutturale per il Paese.  

Una lettura che è passata sotto la lente attenta di economisti, sociologi, imprenditori, operatori della finanza, ricercatori, rappresentanti italiani ed esteri delle istituzioni e della politica. Ne è nato un percorso – sviluppato in 22 conferenze con oltre 80 speaker, 3 workshop, 5 side event, 6 appuntamenti di networking e più di 200 incontri B2B in agenda – che, facendo tesoro delle migliori pratiche internazionali e delle eccellenze italiane già attive sul territorio, può contribuire a delineare risposte solide, evolute e applicabili per il futuro delle politiche abitative del Paese.  

Secondo Ezio Micelli “il punto di partenza si trova guardando oltre i confini nazionali, dove capitali come Madrid e Vienna si impongono ormai come riferimenti imprescindibili, modelli capaci di far dialogare in modo integrato i tre motori dello sviluppo urbano: la pianificazione, i mercati finanziari e la filiera delle costruzioni. Ma la sfida lanciata da REbuild non è un invito alla copia acritica. L’Italia possiede già gli anticorpi e le competenze per reagire, con pratiche virtuose di riqualificazione del patrimonio e strumenti amministrativi innovativi che già si rintracciano nell’azione di molti attori della pubblica amministrazione e del terzo settore”. 

Negli incontri è emersa una visione condivisa: affrontare la crisi abitativa richiede un approccio integrato che coinvolga finanza, costruzioni e istituzioni. La finanza punta a investimenti più responsabili e sostenibili nel lungo periodo; il settore delle costruzioni si mostra aperto all’innovazione; le amministrazioni pubbliche lavorano invece a norme più efficaci e rapide, rafforzando il dialogo con gli attori della filiera per rispondere all’urgenza abitativa. 

Prova concreta di questo approccio è il progetto pionieristico ‘Orizzonti dell’abitare in Trentino’, un modello partecipativo sviluppato dalla Provincia autonoma di Trento in collaborazione con REbuild per accompagnare la definizione della nuova legge provinciale sulla casa. “L’accordo con l’assessorato provinciale alle politiche per la casa – ha evidenziato il presidente di Riva del Garda Fierecongressi, Roberto Pellegrini – rappresenta per noi un importante valore aggiunto, perché conferma quanto sia fondamentale fare rete tra enti, istituzioni e tutti gli stakeholder coinvolti sul tema dell’abitare. Siamo orgogliosi che il modello di innovazione sostenibile promosso da REbuild possa diventare oggi uno strumento operativo a supporto della definizione delle future politiche abitative provinciali”. 

Non solo. REbuild ha ospitato la firma di un protocollo d’intesa tra Anaci, Croce Rossa Italiana (Cri) e Sima per avviare un progetto innovativo sull’abitare che prevede la trasformazione dei condomìni in presìdi di prossimità sanitaria e sociale, con attività di telemedicina, teleassistenza, monitoraggio e supporto per anziani e persone fragili. 

 

La sintesi emersa dai tavoli di REbuild non è infatti destinata a rimanere un esercizio teorico, ma si è configurata come un vero e proprio quadro d’azione maturo. Mettendo in relazione solidità concettuale e concretezza dei casi di studio analizzati, emerge oggi un patrimonio di strumenti e soluzioni che offre all’Italia le condizioni per avviare una nuova stagione dell’abitare. 

Un contributo decisivo in questa direzione è arrivato anche dai workshop di REbuild, che hanno attivato un confronto trasversale tra regole, competenze pubbliche, strumenti finanziari, processi industriali, sostenibilità e nuovi modelli di collaborazione tra attori della filiera. 

Dalle diverse sessioni è emerso con chiarezza come la sostenibilità ambientale e i criteri Esg non rappresentino più un ambito parallelo, ma una componente strutturale del modo di progettare, costruire e abitare. La sfida successiva riguarda la piena integrazione di questo valore nei modelli economici, immobiliari e finanziari, rendendolo un parametro effettivo di valutazione e sviluppo. 

In questo contesto, la finanza assume un ruolo abilitante essenziale: come leva per rendere possibili operazioni complesse, è chiamata a misurarne la fattibilità e a costruire scenari di investimento credibili e sostenibili nel tempo. Una finanza in grado di dialogare con l’interesse pubblico può contribuire in modo decisivo a trasformare la casa in una infrastruttura sociale, economica e urbana. 

Accanto a questo, anche in linea con le indicazioni europee, emerge il ruolo di una filiera delle costruzioni sempre più industrializzata – ricordando come il tema dell’off-site sia nato proprio a REbuild – capace di incidere concretamente su efficienza, riduzione dei tempi, qualità del costruito e uso delle risorse. Perché questo potenziale si traduca in impatto reale, è necessario rafforzare la stabilità della filiera e la sua capacità di condividere obiettivi, benefici e responsabilità lungo l’intero processo.  

Se molti strumenti sono già disponibili, il nodo decisivo resta la loro piena efficacia: servono competenze adeguate, modelli organizzativi meno frammentati e una maggiore capacità di costruire soluzioni condivise tra pubblico e privato. L’alleanza per la casa, emersa con forza a REbuild, passa necessariamente attraverso nuove e più solide alleanze di filiera. 

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