domenica 4 Ottobre 2026
Renzi e il centrosinistra alle elezioni: “Se qualcuno metterà un veto su di noi, perderà”

Renzi alla Leopolda insiste sull’alleanza e sfida il centrosinistra

Il leader di Italia Viva chiede un accordo chiaro sui programmi e sulle regole della coalizione, mentre Giorgio Gori rilancia la richiesta di primarie aperte nel Pd

Di Redazione
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Matteo Renzi torna a spingere sulla necessità di costruire un’alleanza nel centrosinistra e dalla rilancia una proposta precisa per superare le tensioni tra le diverse forze politiche. Il leader di Viva, durante la quattordicesima edizione della manifestazione fiorentina, ha ribadito la disponibilità del suo a confrontarsi con gli altri protagonisti del campo progressista e riformista, ma ha chiesto che il confronto parta dai contenuti e non dai rapporti personali tra i leader.

Il punto centrale della posizione di Matteo Renzi riguarda la costruzione di un accordo politico vincolante, che il leader di Italia Viva ha definito un “contratto alla tedesca”. L’idea prevede paletti chiari per tutti i componenti della possibile coalizione, con l’indicazione delle cose da fare, delle responsabilità, delle motivazioni e dei tempi. Renzi ha così risposto anche alle perplessità espresse nei giorni precedenti da Giuseppe Conte sulla presenza di Italia Viva nel centrosinistra.

Renzi: prima le idee, poi la leadership

Il leader di Italia Viva ha respinto la richiesta di garanzie personali e ha riportato il confronto sul terreno politico. Renzi ha sostenuto che un’eventuale alleanza non può nascere dalla fiducia personale tra i suoi protagonisti, ma deve poggiare su un programma condiviso e su precise. “La politica non si fa sulla base dei rapporti personali, si fa sulla base delle idee”, ha affermato durante la Leopolda.

Renzi ha quindi invitato Giuseppe Conte e gli altri interlocutori del centrosinistra a discutere nel merito delle proposte. “Se volete stare su discussioni di merito, noi ci siamo. Magari con un contratto alla tedesca”, ha dichiarato. Il riferimento richiama il degli accordi di coalizione tedeschi, nei quali le forze che decidono di governare insieme definiscono preventivamente obiettivi, responsabilità e impegni comuni.

Per Matteo Renzi, inoltre, la questione della leadership non rappresenta la prima emergenza da affrontare. Il leader di Italia Viva ha sostenuto che il centrosinistra dovrebbe prima stabilire dove vuole andare e soltanto successivamente decidere chi dovrà guidarlo. In questa prospettiva, la competizione tra eventuali candidati alle primarie dovrebbe arrivare dopo la definizione dell’identità politica e del programma della coalizione.

Lo scontro sulle primarie nel

La Leopolda ha offerto anche al confronto interno al Partito Democratico, soprattutto sul tema delle possibili primarie del centrosinistra. Tra gli esponenti dell’area riformista presenti a Firenze c’è Giorgio Gori, che continua a sostenere la necessità di mantenere aperta la competizione e di consentire la presenza di più candidature democratiche.

Gori ha ribadito che chiudere la porta a più candidati del Pd alle primarie rappresenterebbe un politico. Secondo l’europarlamentare dem, una competizione più ampia potrebbe valorizzare le diverse sensibilità presenti nel partito e contribuire ad allargare il elettorale. Il ragionamento di Gori parte anche dall’esperienza delle primarie del 2012, quando il Pd consentì a Matteo Renzi di partecipare alla competizione interna dopo una modifica delle regole.

Il confronto resta quindi aperto all’interno del Pd. Giorgio Gori non ha annunciato formalmente una candidatura, ma continua a chiedere che il partito discuta la possibilità di una competizione più ampia. “Per me è un errore non aprire le primarie. E noi ci riproveremo in assemblea”, ha spiegato Gori secondo quanto emerso dalla Leopolda.

Italia Viva vuole restare dentro l’alleanza

La posizione di Italia Viva appare dunque orientata a mantenere aperto il dialogo con il centrosinistra, senza però accettare condizioni che escludano preventivamente il partito dalla coalizione. Renzi chiede che l’eventuale accordo coinvolga tutte le forze disponibili a condividere un progetto politico e che ogni componente accetti regole comuni.

Il leader di Italia Viva ha collegato la necessità di superare le divisioni anche alla prospettiva di una sfida elettorale contro il centrodestra. Secondo Renzi, le divisioni interne al centrosinistra rischiano di favorire Giorgia Meloni. “Continuare a litigare nel centrosinistra significa regalare il Paese alla Meloni”, ha affermato, collegando il ragionamento anche alla futura partita per il Quirinale.

Nel suo intervento, Renzi ha inoltre ricordato il proprio ruolo nella scelta di Sergio Mattarella per la presidenza della Repubblica e ha escluso di voler accettare un’impostazione nella quale Italia Viva debba prima fornire garanzie personali agli altri alleati. La sua richiesta resta invece quella di definire paletti politici chiari e vincolanti per tutti, così da impedire che una forza possa cambiare unilateralmente posizione dopo la nascita dell’eventuale coalizione.

La partita resta aperta nel centrosinistra

La Leopolda fotografa così un centrosinistra ancora impegnato a definire perimetro, programma e regole della possibile alleanza. Da una parte Matteo Renzi insiste sulla necessità di includere Italia Viva in un progetto riformista più ampio e propone un accordo dettagliato sui contenuti. Dall’altra, nel Partito Democratico, l’area riformista continua a chiedere maggiore apertura sulle candidature alle primarie.

Il tema delle primarie si intreccia con quello della leadership del futuro centrosinistra. Elly Schlein, Giuseppe Conte e gli altri protagonisti della coalizione devono ancora trovare una sintesi su diversi aspetti politici e programmatici. In questo scenario, la presenza di Giorgio Gori alla Leopolda assume un significato particolare, perché conferma l’esistenza di un dialogo tra l’area riformista del Pd e il mondo centrista che Renzi vuole aggregare.

La discussione non riguarda quindi soltanto l’eventuale ingresso di Italia Viva nella coalizione, ma coinvolge la costruzione complessiva dell’alternativa al centrodestra. Renzi vuole un accordo fondato su obiettivi verificabili e regole condivise, mentre Gori chiede che il Pd non chiuda in anticipo la competizione interna. Il confronto proseguirà nelle prossime settimane e potrebbe incidere sulla definizione delle candidature e sull’assetto definitivo del centrosinistra.

La Leopolda lascia dunque sul tavolo due questioni destinate a restare centrali: quale perimetro avrà la futura coalizione e attraverso quali regole sceglierà il proprio alla guida del governo. Renzi continua a offrire la disponibilità di Italia Viva, ma chiede un accordo politico preciso. Gori, invece, mantiene aperta la battaglia sulle primarie. La partita nel centrosinistra resta così ancora tutta da definire.

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