mercoledì 21 Ottobre 2026
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Rula Jebreal denuncia lo spionaggio e attacca Trump: «Netanyahu vero presidente USA»

La giornalista racconta di aver ricevuto una telefonata dall’FBI dopo un allarme su possibili tentativi di accesso ai suoi dispositivi e alle sue comunicazioni

Di Redazione
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La giornalista Rula Jebreal racconta di aver ricevuto una telefonata dall’ di New York il 25 settembre 2026, mentre Benjamin Netanyahu interveniva all’ delle Nazioni Unite. Secondo la sua testimonianza, un agente dell’unità che si occupa di sicurezza informatica l’ha contattata per comunicarle che servizi segreti di un Paese straniero stavano tentando di infiltrarsi nel suo telefono, nella posta elettronica e nel computer.

Jebreal afferma che l’agente non le avrebbe rivelato il nome dello Stato coinvolto, limitandosi a indicare un Paese del Medio Oriente. La giornalista riferisce inoltre di aver ricevuto un avviso di sicurezza da . Ha collegato questi episodi ai suoi sospetti sul ruolo di Israele, ma le informazioni riportate nella sua testimonianza non identificano pubblicamente il responsabile degli eventuali attacchi informatici.

L’attacco politico a Trump e Netanyahu

Nel corso dell’intervista, Jebreal contesta la estera del statunitense Donald Trump e denuncia quella che considera un’eccessiva influenza del israeliano sulle decisioni di Washington. Da qui la frase provocatoria: «Netanyahu è il vero presidente Usa», con cui la giornalista esprime la propria interpretazione dei rapporti tra i due .

Jebreal sostiene inoltre che i dei grandi donatori e gli interessi politici condizionino le scelte dell’amministrazione americana. Tra le figure citate compare Miriam Adelson, che la giornalista indica come una delle finanziatrici della campagna elettorale di Trump. Si tratta di valutazioni e accuse espresse nell’intervista, non di conclusioni giudiziarie accertate.

Libertà di stampa e sicurezza digitale

La giornalista collega la vicenda alla necessità di proteggere le comunicazioni di giornalisti, imprenditori, oppositori politici e . Critica inoltre il ruolo delle pressioni politiche nel dibattito pubblico e racconta le difficoltà incontrate negli Stati Uniti dopo le sue prese di posizione sulla guerra a Gaza.

Nel corso della conversazione presenta anche il suo nuovo , «Liberticidio», nel quale affronta, tra gli altri temi, il potere politico e le vicende legate alla famiglia Trump. Le sue dichiarazioni riaprono così il confronto sul rapporto tra sorveglianza digitale, libertà d’informazione e influenza geopolitica, mantenendo centrale una distinzione: l’allarme informatico riferito da Jebreal non costituisce, da solo, una prova pubblica della responsabilità di Israele.

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