domenica 25 Ottobre 2026
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Salvini resta segretario della Lega: confermato con il 76% dei voti

Il leader leghista punta a rafforzare il partito e annuncia che chiederà al governo di interrompere l'invio di armi e risorse economiche all'Ucraina

Di Redazione
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Matteo mantiene la guida della Lega e incassa una larga al congresso straordinario del , riunito a Milano il 24 e 25 ottobre. Con il 76% dei voti, il vicepremier supera lo sfidante Massimo Garavaglia e consolida la propria posizione alla guida del Carroccio. Il risultato chiude la fase congressuale segnata dalle tensioni interne e dalle richieste di rinnovamento avanzate da una parte dei , preoccupati per i risultati elettorali e per il rapporto con l’elettorato del .

La sfida interna e il del partito

Durante il congresso, Massimo Garavaglia ha chiesto alla Lega di recuperare slancio e consenso, sottolineando la necessità di invertire la tendenza registrata alle urne. Salvini, invece, ha difeso la propria linea politica e invitato i delegati a concentrare l’attenzione sulle battaglie del movimento, dalla revisione della legge Fornero alla flat tax. Il confronto ha messo in evidenza due sensibilità diverse, con una parte del partito favorevole a una maggiore valorizzazione degli amministratori locali e dei rappresentanti del Nord.

Il congresso ha affrontato anche la riorganizzazione interna. Tra le novità approvate figurano una politica composta da un massimo di nove membri, scelti dal segretario federale, e la figura di un coordinatore delle segreterie regionali. Salvini ha inoltre prospettato un cambiamento del simbolo, con il nome «Lega federale» e la sagoma di Alberto da Giussano, senza più il riferimento personale al .

La posizione sull’Ucraina

Tra i passaggi politicamente più rilevanti del discorso di Salvini figura la posizione sull’assistenza a Kiev. Il leader leghista ha chiesto ai delegati un mandato per portare in Consiglio dei ministri la richiesta di interrompere l’invio di aiuti economici e militari all’Ucraina. «Non possiamo continuare a mandare armi e soldi all’Ucraina», ha dichiarato, ribadendo una linea destinata a riaprire il confronto nella maggioranza sulle scelte italiane in relazione alla guerra.

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