mercoledì 7 Ottobre 2026

Scontri a Parigi per la protesta degli studenti: per Trump la colpa è di immigrazione e Islam

Alta tensione in Francia per la protesta degli studenti: 450mila in piazza, scontri a Parigi e lezioni sospese. Trump duro: "Colpa di immigrazione e Islam"

Di Redazione
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Una nuova ondata di protesta studentesca travolge la Francia, trasformando i cortei delle scuole superiori in uno scontro politico e di senza precedenti. Centinaia di migliaia di ragazzi sono scesi nelle strade di una trentina di città per rivendicare maggiori destinate all’istruzione pubblica, dando vita all’atto III di una mobilitazione sostenuta anche da insegnanti e sindacati. La giornata è stata contrassegnata da duri disordini, idranti e gas lacrimogeni, culminati nell’annuncio del governo di sospendere le lezioni in tutti i licei del Paese fino alla fine della settimana.

Disordini nelle città e lezioni sospese fino a fine settimana

I numeri descrivono una spaccatura netta sulla partecipazione: per i sindacati le hanno mobilitato 450mila persone in tutta la nazione — di cui 100mila nella sola — mentre le rilevazioni del ministero dell’Interno stimano 256mila manifestanti complessivi. Le lezioni sono state bloccate in quasi 1.800 istituti.

Gli episodi più gravi si sono verificati a Parigi, Lione e Strasburgo. Nella capitale, un di circa 300 dimostranti ha tentato la carica contro le forze dell’ordine nei pressi di Place de la Nation, provocando la reazione degli agenti.

Intervenendo d’urgenza all’Assemblea nazionale, il primo ministro Sébastien Lecornu ha tracciato un bilancio pesantissimo dell’escalation violenta: 215 studenti feriti, 85 membri del personale scolastico coinvolti — tra cui 34 presidi e vicepresidi — e oltre 700 appartenenti alle forze dell’ordine rimasti lesi, a fronte di più di 6.100 fermi effettuati dall’inizio delle agitazioni.

Dinanzi a quello che ha definito il bilancio più grave degli ultimi decenni per i dipendenti pubblici del settore scolastico, il premier ha annunciato lo stop immediato delle attività didattiche fino a domenica per consentire la riorganizzazione della sicurezza interna negli istituti. Il ministro dell’Interno Laurent Nunez ha difeso l’operato della polizia, parlando di interventi proporzionati.

Lo scontro politico con Mélenchon e le accuse di Trump

La piazza è diventata terreno di scontro elettorale. Al parigino ha preso parte anche il leader di La France Insoumise, Jean-Luc Mélenchon, che ha applaudito la mobilitazione dei ragazzi e attaccato frontalmente l’esecutivo. “Lecornu usa gas lacrimogeni e manganelli per creare scompiglio e violenza”, ha dichiarato l’esponente della Sinistra, accusando il premier di voler accreditare un’immagine di rigore in vista delle presidenziali per mascherare i buchi di bilancio ereditati dalla gestione macroniana. La gravità della situazione ha spinto il Emmanuel Macron a convocare un vertice di crisi d’urgenza all’Eliseo con i ministri chiave.

Mentre la Francia cercava di gestire le tensioni di piazza, dagli Stati Uniti sono arrivate le pesantissime affermazioni di Donald Trump. Il presidente americano ha infatti addebitato la dei disordini all’accoglienza degli stranieri e alla islamica, riducendo a zero le motivazioni scolastiche alla base della mobilitazione: “Qui non si tratta di scuole: si tratta dell’Islam, che vuole prendere il sopravvento su quello che un tempo era un grande Paese”, ha attaccato Trump, definendo quanto sta accadendo nelle città francesi come la conseguenza diretta di “nientemeno che un’ di massa fuori controllo”.

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