Minorenni per l’80% dei casi, ragazzi di seconda generazione privi di appartenenze politiche, ma capaci di muoversi come un’unica massa indistinta attraverso la regia invisibile dei social network. È questo l’identikit tracciato dagli apparati di intelligence e dalla Polizia di prevenzione sui responsabili delle due giornate di violenze e saccheggi che hanno devastato il centro di Milano. Una figura del tutto inedita per l’ordine pubblico italiano, che spiazza le forze di sicurezza perché priva di vertici, di sedi fisiche e di un’ideologia strutturata. A differenza della galassia antagonista tradizionale, le centinaia di giovanissimi che hanno assaltato i negozi di via Torino, Cordusio e corso Garibaldi non rispondono a leader riconoscibili, rendendo la mobilitazione priva di una testa con cui interloquire o negoziare.
La macchina organizzativa: dal volantino virale alla tattica “mordi e fuggi”
A ricostruire il meccanismo con cui i ragazzi si sono dati appuntamento nelle piazze sono gli investigatori del Viminale, impegnati ad analizzare la traccia digitale della protesta. L’origine della catena risale a un volantino grafico diffuso su piattaforme come TikTok, Instagram e canali Telegram, caratterizzato da grafiche e slogan del tutto simili a quelli già utilizzati per convocare recenti disordini in Francia e in Albania. Il messaggio iniziale è stato amplificato dagli algoritmi delle piattaforme e ricondiviso da migliaia di utenti attratti dalla ricerca di follower e interazioni, innescando un vero e proprio effetto branco. Gli appuntamenti si sono consolidati online con l’indicazione precisa di indossare abiti neri, felpe e cappucci per ostacolare l’identificazione, sfociando poi in blitz rapidi attorno a Piazza Duomo condotti con tattiche mordi e fuggi, sfondamenti di vetrine e immediate dispersioni nei vicoli della città.
La risposta dell’esecutivo: il decreto per la stretta sugli under 18
L’assenza di sigle di riferimento e la composizione prevalentemente giovanile della piazza hanno reso inefficaci i tradizionali modelli di prevenzione, storicamente basati sul controllo preventivo dei percorsi e dei dirigenti dei cortei. Nelle diverse città colpite si sono registrati sporadici tentativi di inserimento da parte di frange antagoniste o No Vax, ma il nucleo centrale dei disordini in Lombardia resta composto da giovanissimi e ragazzi di seconda generazione privi di rivendicazioni ideologiche condivise. Di fronte a questa nuova forma di protesta polverizzata, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sta definendo i dettagli di un decreto legge sulla sicurezza, volto a introdurre strumenti speciali per la gestione dei minori sorpresi in atti di devastazione, la possibilità di applicare arresti differiti anche per gli under 18 e sanzioni più severe per i reati di saccheggio e danneggiamento in contesto urbano.





