lunedì 19 Ottobre 2026

Si cura solo chi può permetterselo: la Corte dei Conti certifica il collasso della sanità pubblica

La magistratura contabile boccia la gestione della sanità: spesi 1,5 miliardi tra il 2022 e il 2025 senza risultati. Carenze di personale e caos nei CUP bloccano le visite pubbliche: si cura soltanto chi ha i soldi per il privato

Di Redazione
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Il diritto alla salute in Italia rischia di trasformarsi in una questione di censo: nei fatti, si cura soltanto chi ha la possibilità economica di rivolgersi alle strutture private. La Sezione centrale di controllo della ha approvato la relazione ufficiale sull’abbattimento delle , certificando la paralisi della pubblica. I dati indicano che nel quadriennio 2022-2025 sono stati impiegati circa 1,58 miliardi di fondi statali senza ottenere alcun risultato proporzionato nell’erogazione delle prestazioni e nel taglio dei tempi d’attesa.

L’anarchia dei CUP regionali e il blocco del

«Le liste di attesa continuano a rappresentare una criticità strutturale del , legata non solo agli effetti della pandemia, ma a fattori organizzativi, gestionali e programmatori», spiegano i giudici contabili. L’iniezione di denaro pubblico non produce benefici se le strutture soffrono di una drammatica carenza di e . Dalla verifica sulla Piattaforma Nazionale emergono un uso distorto delle classi di priorità, ritardi sistematici tra prescrizione e contatto con i CUP e marcate difformità tra le ricette staccate dai medici e le agende di prenotazione messe a disposizione dalle ASL.

Mancanza di controlli: lo Stato cede di fronte alle

L’analisi evidenzia una scarsa trasparenza nei dati trasmessi dalle amministrazioni regionali, che impedisce di verificare l’impiego reale delle . Senza il completamento della riforma dell’assistenza territoriale prevista dal PNRR per decongestionare gli ospedali, i fondi statali rischiano di perdersi nei bilanci locali. La Corte dei Conti sollecita quindi l’applicazione tempestiva delle sanzioni contro le Regioni inadempienti e l’attivazione dei poteri sostitutivi dello Stato per garantire trasparenza e responsabilità.

La spaccatura sociale tra pubblico e privato

Il verdetto della magistratura contabile fotografa una frattura sempre più profonda nel Paese. Chi possiede le risorse finanziarie scavalca il Servizio Sanitario Nazionale e paga di tasca propria per e visite specialistiche; chi non se lo può permettere finisce congelato in liste d’attesa indefinite, vedendo la propria tutela sanitaria subordinata alle disponibilità del portafoglio.

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