Le ultime rilevazioni dell’Istituto Noto per la trasmissione Porta a Porta mettono in luce uno scenario di sostanziale pareggio politico, dove l’indicazione del candidato premier da parte del Campo largo diventa l’elemento determinante per la competitività dell’opposizione. Il centrodestra mantiene la testa della contesa attestandosi al 44,1% complessivo. Sul versante opposto, la coalizione progressista dimostra di poter riaprire la partita: nell’ipotesi in cui sia Giuseppe Conte a guidare l’alleanza, il centrosinistra sale al 43,9%, portandosi a soli due decimi di distanza dalla maggioranza di governo e spingendo la stima dell’affluenza alle urne fino al 64%. Diversa la fotografia nel caso in cui la candidatura a Palazzo Chigi spetti a Elly Schlein, scenario in cui il perimetro del Campo largo si ferma al 43,4% con una partecipazione stimata al 63%.
I vasi comunicanti nel Campo largo tra l’asse Pd-M5S e il centro
I dati sui singoli partiti mostrano come il nome della figura apicale modifichi gli equilibri interni alla coalizione di centrosinistra, lasciando inalterato il primato di Fratelli d’Italia al 28%. Con la segretaria dem Schlein candidata premier, il Partito Democratico tocca il suo massimo al 21%, mentre il Movimento 5 Stelle si attesta al 10,5%. Al contrario, l’opzione di Conte candidato leader inverte le proporzioni all’interno dell’asse principale: i pentastellati crescono di tre punti percentuale raggiungendo il 13,5%, mentre il Pd arretra di circa due punti attestandosi al 19,3%. Tra le forze minori dell’alleanza, Alleanza Verdi e Sinistra conferma un peso costante del 6,5% in entrambi i quadri, mentre le componenti centriste registrano oscillazioni contenute: Azione-Spazio Pubblico ottiene il 4% con Conte e il 3,6% con Schlein, mentre Italia Viva performa meglio con la leader dem toccando il 2,8% per poi scendere al 2,2% con l’ex premier. Si muovono sulla soglia dell’1% Più Europa, Progetto Civico-Avanti Psi e Sud Chiama Nord.
La geografia della maggioranza e le nuove forze della destra
All’interno dello schieramento di centrodestra, la leadership di Giorgia Meloni continua a trainare l’intera coalizione. Alle spalle del partito di maggioranza relativa si posiziona Forza Italia al 7%, inseguita dalla Lega al 6%. Sul medesimo livello del partito di Matteo Salvini si colloca la nuova formazione di Roberto Vannacci, Futuro Nazionale, che oscilla tra il 6% e il 5,7% a seconda dell’assetto delle opposizioni. Completa il quadro di governo la lista di Noi Moderati, stabile all’1,5%.





