martedì 29 Settembre 2026

Stress e glicemia, gli esami fanno impennare i valori: cosa svela ricerca

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Sudare freddo, sentire le farfalle nello stomaco e la mente che si annebbia: sono le sensazioni scatenate dallo stress che cresce prima di un esame. ‘Sintomi’ familiari per gli . Ma dietro queste sensazioni potrebbe nascondersi qualcosa di più. Un piccolo osservazionale, condotto su universitari del corso di laurea in Medicina, ha, infatti, collegato proprio lo stress da esame a un significativo aumento dei livelli di glicemia in persone non affette da diabete, sia durante gli esami che nei giorni precedenti, con potenziali implicazioni per la metabolica dei ragazzi. La ricerca è stata presentata al congresso annuale dell’Associazione europea per lo studio del diabete (Easd) in corso a Milano fino a venerdì 2 ottobre. 

 

I risultati evidenziano l’impatto metabolico misurabile dello stress psicologico acuto. “Sebbene i livelli medi giornalieri di glicemia non abbiano superato significativamente il limite superiore per gli studenti sani e non siano pericolosi a breve termine – spiega l’autore Jan Broz, Charles University e universitario Motol di in Ceca – indicano che lo stress da esame aumenta indirettamente i livelli di glicemia. Tuttavia, poiché gli studenti di Medicina sono esposti a questo stress per periodi prolungati e ripetuti, spesso per mesi, ciò potrebbe avere un impatto negativo sulla loro salute metabolica”. Come proteggersi? “Per gestire questa situazione – spiega l’esperto – si consiglia di praticare tecniche di riduzione dello stress, assicurarsi un sonno adeguato, seguire un’alimentazione equilibrata, svolgere regolarmente attività fisica, mantenersi idratati ed evitare un consumo eccessivo di caffeina”. 

 

Studiare Medicina è generalmente considerato molto impegnativo ed è associato a un notevole stress psicologico. È noto che lo stress provoca un aumento della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna. Tuttavia, sono state condotte poche per stabilire se gli esami creino uno stress sufficiente a causare cambiamenti misurabili nei livelli di glicemia. Una possibile spiegazione è che l’aumento dello stress possa innalzare i livelli di cortisolo, noto appunto come l’ormone dello stress, contribuendo così a un aumento della glicemia. Il cortisolo stimola il fegato a rilasciare glucosio nel flusso sanguigno, fornendo all’organismo una rapida fonte di energia durante situazioni stressanti, come gli esami. Per approfondire questo aspetto, i ricercatori si sono proposti di valutare se lo stress legato agli esami negli studenti di Medicina fosse associato a variazioni dei livelli di glicemia. 

Il ha coinvolto 22 studenti del secondo anno, sani, provenienti da Praga (13 donne e 9 uomini), con un’età media di 21 anni e un indice di massa corporea (Bmi) medio di 21,9 kg/m². I ricercatori hanno utilizzato il monitoraggio continuo del glucosio (Cgm) per misurare i livelli di glucosio ogni 15 minuti tramite un piccolo applicato sul dorso del braccio. Il monitoraggio è iniziato 7 giorni prima di un esame di biochimica ed è proseguito fino a 3 giorni dopo la prova. Il giorno dell’esame, lo stress psicologico è stato valutato utilizzando il questionario standardizzato State-Trait Anxiety Inventory (Stai). I partecipanti hanno anche segnalato fattori che potrebbero influenzare i livelli di glucosio, tra cui l’attività fisica, l’assunzione di cibo e il sonno. 

 

Il livello medio giornaliero di glucosio più elevato è stato registrato il giorno dell’esame, pari a 5,72 mmol/L. Ciò rappresenta un aumento di 0,37 mmol/L rispetto ai 5,35 mmol/L registrati il quarto giorno prima dell’esame. Successivamente, si è osservata una diminuzione di 0,30 mmol/L tra il giorno dell’esame e il giorno successivo (5,42 mmol/L). Analogamente, i livelli medi di glucosio durante il sonno sono aumentati gradualmente nei giorni precedenti l’esame, passando da 4,70 mmol/L la settima notte prima dell’esame a 4,93 mmol/L la notte prima. È importante sottolineare, osservano gli esperi, che i livelli di glucosio durante le diverse fasi dell’esame – prova scritta, pausa e esame orale – hanno seguito l’andamento previsto in funzione dello stress, con il livello medio più elevato registrato durante la prova scritta (6,14 mmol/L). L’ ha inoltre rilevato una correlazione significativa tra i livelli di stress riportati nel questionario e i livelli di glucosio. Ad esempio, gli studenti che hanno dichiarato di sentirsi più stressati per l’esame (ottenendo punteggi percentili più elevati nel questionario Stai-X1) presentavano un livello medio di glucosio più alto prima del giorno dell’esame, seguito da un calo più marcato di questi valori dopo l’esame. 

“Livelli di glucosio persistentemente o ripetutamente ‘lievemente’ elevati potrebbero alterare l’intervallo glicemico abituale di un individuo e potenzialmente contribuire allo sviluppo del diabete di tipo 2 nel tempo”, afferma l’autrice Natalia Michalcova (Charles University e ospedale universitario Motol di Praga). “Inoltre, gli ormoni dello stress come le catecolamine e il cortisolo contrastano gli effetti dell’insulina e livelli elevati e prolungati di questi ormoni possono contribuire all’insulino-resistenza attraverso diverse vie biologiche. Gli studenti che soffrono di stress da esame dovrebbero essere incoraggiati a prendersi cura della propria salute mantenendo sane abitudini alimentari, rimanendo fisicamente attivi e trovando modi per gestire lo stress. I nostri risultati”, seppur con alcune limitazioni segnalate, “evidenziano l’importanza di aiutare gli studenti a comprendere come lo stress psicologico possa influenzare il corpo, in particolare coloro che potrebbero essere a maggior rischio di sviluppare diabete”. Per confermare i dati, concludono gli esperti, sono ora necessari studi più ampi e con un follow-up più lungo, anche per stabilire la causalità, identificare i fattori di rischio e comprendere meglio i potenziali effetti dello stress sugli studenti di Medicina. 

 

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