mercoledì 21 Ottobre 2026
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Trenitalia cancella il Carnet Smart, pendolari in rivolta per “l’ennesima violenza”

I viaggiatori denunciano aumenti significativi e chiedono di ripristinare una formula pensata per chi alterna ufficio e smart working

Di Redazione
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La decisione di Trenitalia di eliminare il dal 1° novembre 2026 scatena la protesta dei pendolari che utilizzano i treni ad Alta Velocità per raggiungere il posto di lavoro soltanto alcuni giorni alla settimana. La formula permetteva di acquistare dieci viaggi da utilizzare nell’arco di trenta giorni, con agevolate e maggiore flessibilità nelle prenotazioni. Ora, chi alterna la presenza in ufficio al lavoro da remoto dovrà valutare soluzioni più costose, tra abbonamenti mensili e biglietti singoli.

La rabbia di chi viaggia per lavoro

Tra le testimonianze raccolte emerge la difficoltà di conciliare le spese di trasporto con stipendi e della vita. Una pendolare che vive in e lavora a ha definito la «l’ennesima violenza», denunciando l’obbligo di sostenere il costo di un abbonamento mensile anche quando raggiunge la sede lavorativa soltanto due volte alla settimana. Per molti , specializzandi, e studenti, il carnet rappresentava una soluzione compatibile con spostamenti non .

Sulla tratta -Milano, il Carnet Smart costava 139 euro per dieci viaggi. Con la nuova formula, chi effettua cinque andate e ritorno al mese può arrivare a spendere 314 euro, considerando l’abbonamento mensile da 294 euro e le prenotazioni obbligatorie da due euro per ciascun viaggio. Il confronto evidenzia un aumento di 175 euro, pari a circa il 126% rispetto al carnet.

La replica dell’azienda e le richieste dei pendolari

Trenitalia giustifica la revisione dell’offerta con i cambiamenti nelle abitudini di viaggio e con la necessità di utilizzare in modo più efficiente i posti disponibili, contrastando le prenotazioni non utilizzate. L’azienda manterrà validi i carnet già acquistati fino alla loro scadenza. Intanto, rappresentanti politici e comitati dei pendolari chiedono di rivedere la decisione, sottolineando le conseguenze economiche per chi sceglie il treno senza viaggiare quotidianamente.

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