lunedì 28 Settembre 2026

Ue e Russia: il price cap del petrolio in bilico per la crisi di Hormuz

Di La Sintesi Online
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() – L’ è impegnata a “minimizzare” i vantaggi economici che la trarrà dalla guerra in Iran e dalla chiusura dello di , che hanno provocato forti rincari del petrolio, cosa che, in teoria, porterebbe ad un rialzo del applicato al greggio russo trasportato via nave verso Paesi terzi. Lo ha spiegato la portavoce della Europea Siobhan McGarry, oggi durante il briefing con la stampa a Bruxelles.  

“Il meccanismo – ricorda McGarry – è effettivamente calcolato sulla base di una media su sei mesi meno il 15%, sempre con l’obiettivo di garantire che la Russia non tragga profitto dalla guerra, che si tratti della guerra illegale in o dalla situazione in qualsiasi altro luogo. Pertanto, restiamo pienamente impegnati a favore del tetto massimo al prezzo del petrolio come meccanismo. E il meccanismo stesso può salire e scendere”. 

“Non partecipo alle discussioni sul 21esimo pacchetto di sanzioni – aggiunge – ma immagino, vista la situazione a Hormuz e l’aumento generale dei prezzi del petrolio, che se ne discuterà. Tuttavia, non posso dire cosa faremo nel contesto del 21esimo pacchetto di sanzioni in merito a questo, riguardo alla modifica del metodo di calcolo di questo indicatore. Restiamo impegnati a mantenere tutte le misure che abbiamo adottato, come il tetto massimo al prezzo del petrolio e tutto ciò che possiamo fare per minimizzare le entrate che la Russia potrebbe ottenere dalla situazione in Iran. E naturalmente cerchiamo sempre di massimizzare la pressione che esercitiamo sulla Russia stessa, per cercare di portarla al tavolo delle trattative”, conclude. 

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