martedì 13 Ottobre 2026

Ue, via libera a fondi Safe Italia: 8 miliardi per la difesa

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – La Europea ha “approvato il Safe aggiornato dell’“, che prevede prestiti per circa “8 miliardi” di euro per la difesa. Lo ha reso noto il portavoce Thomas Regnier. 

Il piano italiano aggiornato per Safe, ha precisato Regnier, vale “poco più di 8 miliardi di euro. È un piano molto importante per noi e per l’Italia, dato il ruolo che l’industria della difesa italiana sta svolgendo in e per l’Europa”.  

Quanto “prossimi passi, il Consiglio deve approvare la nostra versione aggiornata del piano Safe e la versione italiana del piano Safe; successivamente procederemo alla firma dell’accordo di prestito per poter erogare una quota iniziale del 15% al governo italiano”, ha concluso il portavoce.  

Safe è uno strumento dell’ che fornisce prestiti fino a 150 miliardi di euro per aiutare gli Stati membri dell’Ue ad aumentare rapidamente e in modo significativo gli investimenti nel settore della difesa mediante appalti comuni. 

Attraverso lo strumento, si legge sul sito del Consiglio europeo, “l’Ue fornisce finanziaria sotto forma di prestiti per un valore fino a 150 miliardi di euro. L’assistenza ha l’obiettivo di aiutare gli Stati membri dell’Ue ad aumentare rapidamente e in modo significativo gli investimenti nel settore della difesa mediante appalti comuni”. Il regolamento che istituisce lo strumento Safe è entrato in vigore il 2025. 

“Safe è finanziato dall’ attraverso la sua capacità di prestito, in particolare mediante l’emissione di obbligazioni dell’Ue nell’ambito dell’approccio unificato esistente in materia di finanziamenti. Rappresenta il primo pilastro del piano ReArm Europe/Prontezza per il 2030 presentato dalla Commissione europea nel marzo 2025. Lo strumento finanzia investimenti urgenti e su vasta scala nella base industriale e tecnologica di difesa europea. La ripartizione del bilancio è basata sulla domanda. Le erogazioni assumono la forma di prestiti a lungo termine a prezzi competitivi, che dovranno essere rimborsati dagli Stati membri dell’Ue beneficiari”. 

 

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