Il tema del benessere psicologico tra i banchi di scuola trasforma la maggioranza in un campo di battaglia e innesca un vistoso cortocircuito interno alla Lega. La proposta di legge ideata da Armando Siri, responsabile dei Dipartimenti del Carroccio, e depositata alla Camera dalla deputata leghista Giorgia Latini, è stata infatti stroncata senza appello dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che ne ha preso pubblicamente le distanze bollando l’iniziativa come una “sciocchezza”.
Il testo firmato dalla Lega punta a introdurre due ore mensili di supporto psicologico a frequenza obbligatoria per gli studenti delle scuole superiori, con l’intenzione di estendere poi il servizio alle medie e alle elementari per prevenire il disagio giovanile.
L’attacco di Sasso (Futuro Nazionale) e la paura di farsi superare da destra
A far scoppiare il caso è stato l’intervento di Rossano Sasso, ex leghista oggi passato con il movimento Futuro Nazionale di Roberto Vannacci. Con un post sui social, Sasso ha attaccato i suoi ex colleghi accusandoli di cedere a una “deriva woke” e di voler “medicalizzare” gli studenti.
Nel mirino di Sasso sono finite soprattutto le coperture finanziarie previste dal testo di Siri: 960 milioni di euro per assumere 18.000 psicologi, da reperire con un’addizionale Ires dello 0,65% sulle grandi società di capitali. «Complimenti alla Lega, nemmeno Avs avrebbe potuto partorire una genialata simile: psicologi per tutti e una nuova tassa», ha chiosato l’esponente vannacciano.
La stoccata del ministro e la sorpresa di Siri
Per evitare di farsi scavalcare a destra dalla fronda di Vannacci, Valditara è uscito allo scoperto a margine di un evento al Senato, bocciando l’iniziativa del suo stesso partito: «No a chi propone addirittura lo psicologo obbligatorio a prescindere: la psicologizzazione di tutti gli studenti è una sciocchezza. Meglio un percorso mirato di cinque sedute solo laddove la famiglia o la scuola segnalino criticità». Valditara ha così difeso la linea del governo, basata sul servizio “AscoltaMI”, che eroga voucher da 250 euro per sedute online fuori dall’orario scolastico.
La bocciatura pubblica ha colto di sorpresa Armando Siri, convinto di aver condiviso il testo con il titolare di Viale Trastevere prima del deposito a Montecitorio. Raggiunto da la Repubblica, l’esponente leghista ha espresso tutta la sua amarezza per il sasso tirato dal ministro: «Mi stupisco che il ministro segua l’invito di Sasso a prendere le distanze da un’iniziativa utile, sana e apprezzata da chi mette il buon senso prima dell’ideologia. Anche perché è stato proprio il ministro a proporre il progetto “Educare alle relazioni”».





