(Adnkronos) – WhatsApp ha avviato la distribuzione della programmazione dei messaggi a una selezione di tester iOS. La segnalazione è di WABetaInfo, secondo cui il debutto sulla beta per iPhone è avvenuto meno di due settimane dopo quello sulla versione Android. La funzione era attesa da tempo: i primi riferimenti nel codice della beta erano stati individuati all’inizio del 2026, ma in quella fase non era ancora possibile provarla.
Il servizio conta oltre 3 miliardi di utenti attivi mensili nel mondo, dato indicato dall’amministratore delegato di Meta, Mark Zuckerberg, nel 2025. Meta non fornisce di norma una suddivisione per piattaforma. Nonostante la diffusione, WhatsApp non offriva finora uno strumento già presente da anni in altre applicazioni di messaggistica.
Per programmare un invio, l’utente scrive il testo nel campo di composizione e tiene premuto il pulsante di invio. Si apre così una schermata con un selettore di data e orario, da confermare con il tasto verde in basso, che riporta l’ora esatta di consegna. Dopo la conferma compare nella chat un avviso visibile soltanto a chi ha programmato il messaggio.
L’intervallo consentito va da un minimo di dieci minuti a un massimo di due settimane rispetto al momento della programmazione. I messaggi in attesa sono raccolti in una sezione dedicata all’interno delle informazioni della chat o, nel caso dei gruppi, delle informazioni del gruppo.
Nelle conversazioni di gruppo il messaggio viene recapitato soltanto a chi ne faceva parte al momento della programmazione. Chi entra successivamente non lo riceve, anche se l’ingresso avviene prima dell’orario di invio. Oltre al testo, è possibile programmare foto, video e link, ma non più contenuti multimediali in un unico messaggio: ogni file va pianificato separatamente.
Come per altre funzioni in fase sperimentale, la disponibilità è limitata a una parte dei tester e non è prevista un’attivazione manuale. Non è stata indicata una data per il rilascio al pubblico. Con la sperimentazione ormai in corso sia su iOS sia su Android, un’estensione a tutti gli utenti potrebbe tuttavia non essere lontana.
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