sabato 31 Ottobre 2026
Maria Falcone: "La memoria deve essere viva". Meloni fa passerelle, ma il centrodestra scuda Delmastro ed evita l'analisi delle chat col prestanome del clan Senese. ANSA/Filippo Attili

Il Governo e «l’antimafia da passerella». Lo scudo a Delmastro è l’ennesima vergogna

Per proteggere l'ex sottosegretario, il centrodestra ostacola un'indagine sul clan Senese, uno dei sodalizi criminali più potenti della capitale. Appendino: «Fate schifo, non siete degni di citare il nome di Paolo Borsellino»

Di Redazione
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Non pare destinata a placarsi la polemica sulla decisione della maggioranza di scudare Andrea Delmastro e negare alla l’uso delle chat tra l’ex sottosegretario alla e Mauro Caroccia, il ristoratore legato al clan Senese.
Per proteggere uno dei suoi, il centrodestra si dimostra disposto a ostacolare un’indagine su uno dei sodalizi criminali più potenti della capitale. E inevitabilmente i toni si alzano: per le opposizioni, Meloni e il suo governo predicano antimafia nelle commemorazioni, salvo poi usare ogni mezzo e pretesto per intralciare il lavoro degli inquirenti.

Il no della Giunta

Mercoledì 22 luglio la Giunta per le autorizzazioni della Camera ha detto no alla richiesta dei pm di acquisire i messaggi tra Delmastro e Caroccia, in carcere per essere stato prestanome del clan Senese. La decisione della Giunta dovrà essere confermata dall’ il 30 luglio.
Fratelli d’Italia intanto prova a ridimensionare la portata della vicenda. Giovanni Donzelli ha parlato di decisione «meramente tecnica» e ha ricordato che Delmastro non è indagato. Ma per le opposizioni il punto è un altro: se quelle chat non contengono nulla di rilevante, perché impedirne l’uso da parte della ?

La protesta del M5S

Il Movimento 5 Stelle ha occupato i banchi del governo in Senato mostrando cartelli con la scritta «Fuori le chat». A guidare la protesta è stato il capogruppo Luca Pirondini, che ha attaccato Meloni: «Quando c’è da fare passerella si batte il petto e si traveste da paladina dell’antimafia, ma appena i giudici chiedono di guardare le chat ordina ai suoi di bloccare tutto».
In aula la tensione è salita fino allo scontro con Roberto Menia, senatore di FdI, che ha strappato un cartello dalle mani di Pirondini. La seduta è stata sospesa per oltre mezz’ora. Alla ripresa, Ignazio ha parlato di un episodio che rientra nelle dinamiche parlamentari, sebbene «non le migliori».

La condanna delle opposizioni

Anche ha preso di mira direttamente la : «Cosa può avere in comune Borsellino con chi ostacola le su un clan mafioso?», che chiesto il leader del M5s, che poi ha lanciato la sfida al governo: «Vi aspettiamo in Aula. Rimangiatevi questo voto vergognoso».
«Se quelle chat non hanno nulla di rilevante, come sostiene lo stesso Delmastro, non si comprende il motivo di questo stop», osserva Debora Serracchiani (Pd). «Meloni aveva detto che non avrebbe coperto più nessuno, e invece assistiamo all’ennesimo scudo per un compagno di partito».
Durissima Elisabetta Piccolotti di : «Chi vota contro l’accesso alle chat ha paura della verità».

Appendino: «La mafia fa schifo, e anche voi»

Fuori dal Parlamento, Chiara Appendino ha alzato ulteriormente i toni: «Sapete che cosa dico a Meloni e a La Russa? La mafia fa schifo, fa tanto schifo: ma fate schifo pure voi». E ancora: «La prossima volta che osate anche soltanto citare il nome di Paolo Borsellino, sciacquatevi la bocca. Perché non siete degni di farlo».
Ad Appendino ha replicato su X il del Senato Ignazio La Russa, secondo il quale sarebbe lei a non avere titolo per citare Borsellino. «Non so cosa lui farebbe oggi ma a me piace pensare che visto il suo trascorso magari accetterebbe di aiutare l’Italia nel governo Meloni».

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