giovedì 13 Agosto 2026

Attacco in Iran, schizza il prezzo del petrolio: aumentano listini di benzina e diesel

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) –
L’attacco degli Stati Uniti e di Israele in Iran e la risposta del Paese nell’area mediorientale comincia a riflettersi con più forza sul mercato del petrolio, i cui sono in forte . Il Brent con consegna ad aprile è salito oggi, lunedì 2 marzo, del 14% in avvio di contrattazioni, attestandosi a 82,37 al barile, il livello più alto da gennaio 2025. Anche il Us West Texas Intermediate (Wti) ha registrato guadagni a doppia cifra. Al momento, dopo questa impennata, i prezzi hanno restituito parte dei guadagni iniziali ma sono rimasti in aumento di circa il 9%. 

Sui prezzi grava soprattutto la decisione di Teheran di ridurre il traffico marittimo attraverso lo , punto chiave per il commercio energetico globale. Nello stretto circola all’incirca un quinto delle spedizioni giornaliere mondiali di petrolio e qualsiasi interruzione può far salire i prezzi dell’energia e destabilizzare i mercati globali. 

Il Codacons segnala come le quotazioni di petrolio e siano già schizzate al rialzo, con i primi effetti sui listini dei carburanti e conseguenze che a breve potrebbero estendersi anche a bollette e prezzi dei prodotti trasportati. Rispetto alle quotazioni del 27 febbraio scorso, pari a circa 72 dollari al barile, oggi il Brent viaggia attorno ai 79 dollari, con un repentino aumento del +9,7% – analizza il Codacons – Il Wti sale invece dai 66,5 dollari al barile del 27 febbraio agli attuali 72,80 dollari, con una impennata del +9,4%. 

Tensioni che iniziano a farsi sentire sui nostri listini dei carburanti alla pompa: il prezzo medio della benzina in modalità self passa infatti da una media di 1,672 euro al litro del 27 febbraio a una media di 1,681 euro/litro di oggi 2 marzo, mentre il gasolio sale nello stesso periodo da 1,723 a 1,736 euro al litro – registra il Codacons sulla base dei dati – Ritocchi sulla rete che, tuttavia, non hanno ancora pienamente risentito dell’impennata delle quotazioni: nei prossimi giorni, se i prezzi del petrolio non invertiranno il trend, i listini alla pompa di benzina e gasolio rischiano di subire sensibili incrementi, con effetti diretti sul pieno. 

Ma i pericoli riguardano anche le bollette energetiche degli italiani – avvisa il Codacons – Le quotazioni dell’indice Ttf segnano infatti un rialzo del 25% a 39,85 euro al megawattora, raggiungendo i livelli massimi da febbraio 2025. Un andamento che potrebbe presto essere trasferito sulle praticate in bolletta a famiglie e imprese, con un incremento generalizzato della spesa sia per il gas che per l’energia elettrica, in un momento in cui i sono ancora elevati. 

Allarme infine anche per i prezzi al dettaglio di una moltitudine di prodotti: la guerra in Medio Oriente ha bloccato infatti il passaggio delle navi nello Stretto di Hormuz, con una conseguente crisi della logistica e un aumento dei costi a livello globale che rischia di essere trasferito sui consumatori attraverso i prezzi al dettaglio dei prodotti trasportati – avvisa il Codacons. 

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