venerdì 14 Agosto 2026

Pd-M5S, disgelo Schlein-Conte ma si apre nuovo fronte su risoluzione riarmo e Nato

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – La giornata del pranzo del ‘disgelo’ tra Elly Schlein e si chiude con un nuovo fronte che si apre nel centrosinistra. La unitaria Pd-M5S-Avs in vista delle comunicazioni del ministro Giancarlo Giorgetti in Parlamento viene bocciata dall’area riformista dem. No al riarmo, no alle spese assunte in sede Nato, no a nuove spese . E se ci dovesse essere uno scostamento di nessuna risorsa dovrà andare al capitolo armi. Questo in sintesi il canovaccio della risoluzione. Più che soddisfatti i 5 Stelle, ovviamente. Non lo sono affatto i riformisti Pd. “Apprendiamo dalle agenzie di stampa il testo della risoluzione del nostro partito assieme a Avs e M5S. Non sappiamo se sia questo il testo definitivo. Vedremo se la notte porterà consiglio perché quello che si legge non è un testo condivisibile”, fanno sapere. 

Insomma, se il testo resta così com’è la frattura è già annunciata. E anche quella degli ultimi giorni, nonostante il pranzo tra Schlein e , sull’Ucraina comunque resta: il leader M5S anche oggi ha ribadito il posizionamento dei pentastellati. “In questi giorni ho detto e ripetuto le stesse cose che io e il M5S diciamo da 4 anni, la nostra posizione è sempre la stessa. Ma rispetto le posizioni del Partito democratico”. 

Quanto al con Schlein aggiunge: “Nessun problema personale. Oggi -ha fatto sapere l’ex – ci siamo a pranzo, lo avevamo concordato già la settimana scorsa. La dialettica rimane, ma nel rispetto reciproco”. Dalle parti del Nazareno si fa sapere che nell’incontro c’è stato un “clima disteso” e che i due hanno “fatto il punto sui prossimi passi”. In serata Conte torna sul tema: sull’Ucraina, dice, “bisognerà trovare una composizione, ci sarà un confronto” col Pd. Ma aggiunge che la questione non potrà comunque restare fuori dalle . “La politica estera non può rimanere fuori dalle primarie. Sarebbe un’assurdità, fermo restando che troveremo dei punti condivisi prima di entrare nelle primarie, Ma è evidente che anche nelle primarie si parlerà di politica estera. Che facciamo? È forse una dei passaggi più qualificanti, delle sfide più qualificanti del paese, dell’Europa e in questo momento anche dello scenario geopolitico internazionale”. 

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