venerdì 14 Agosto 2026

Portaerei Lincoln, Hegseth nega condizioni difficili. La Uss Washington presto in Medio Oriente per sostituirla

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Il capo del Pentagono Pete Hegseth ha ridimensionato le notizie sulle difficili a bordo della portaerei Uss Abraham Lincoln, impegnata in Medio Oriente e in mare da oltre 250 giorni, sostenendo che siano state “completamente travisate”. “Ci assicuriamo che ogni nave, ogni membro dell’equipaggio e ogni comandante abbia tutto ciò che possiamo fornire in ogni singolo momento – ha dichiarato Hegseth durante una visita a Panama – Alcuni dispiegamenti sono più lunghi di altri e nutro per quei marinai più rispetto e gratitudine di chiunque altro. Quello che fanno in alto mare, in quelle condizioni difficili e con meno nei porti, è incredibile”. 

Le dichiarazioni arrivano mentre il ‘Wall Street Journal’ rivela che gli si preparano a inviare in Medio Oriente la portaerei Uss George per sostituire proprio la Lincoln. Lo riferiscono al Wall Street Journal funzionari americani, precisando che l’avvicendamento rientra in un piano di rotazione già programmato prima delle recenti polemiche sulle condizioni a bordo della Lincoln. Partita a novembre per una missione nel Pacifico, la portaerei era stata dirottata in Medio Oriente a gennaio, partecipando alla campagna di dell’operazione Epic Fury e, successivamente, al blocco statunitense dei porti iraniani. 

I democratici al Congresso americano chiedono risposte sulle condizioni della Uss Abraham Lincoln. Il senatore democratico Richard Blumenthal ha chiesto chiarimenti a Hegseth e al segretario ad interim della Marina Hung Cao sulle condizioni a bordo. In una lettera, Blumenthal ha denunciato “diffuse segnalazioni di carenze di forniture di base, contaminazione dell’acqua, problemi idraulici, deterioramento della salute mentale, problemi di sul ponte e disservizi nel sistema postale”, che avrebbero provocato di mesi nella consegna di numerosi pacchi destinati all’equipaggio. La Lincoln è in missione da oltre 250 giorni e, secondo Blumenthal, non tocca terra da più di 200, stabilendo un record di permanenza consecutiva in mare. 

A destare particolare allarme sono le notizie, riportate da Navy Times e and Stripes, di diversi marinai che sarebbero stati fermati nel tentativo di gettarsi in mare. Durante un recente e teso a San Diego, circa 200 familiari dei militari a bordo hanno espresso le loro preoccupazioni direttamente ai vertici della Marina, tra cui Cao e i viceammiragli Douglas Verissimo e Joseph Cahill, denunciando il forte stress psicologico provocato dal continuo prolungamento della missione. Una donna ha accusato i vertici di aver “spezzato il rapporto di fiducia tra noi e la leadership”, mentre un’altra ha raccontato in lacrime che il marito le aveva scritto quello stesso giorno di sperare di “non svegliarsi domani”. Il deputato democratico Mike Levin ha descritto condizioni segnate da “docce ammuffite, bagni rotti, lavanderia fuori uso per settimane, lunghi periodi senza acqua calda” e pasti ridotti, in alcuni casi, a “mezza tazza di riso e due tortillas”. 

Contattata da Cbs News, la Marina americana ha tuttavia ridimensionato l’allarme. Un funzionario ha dichiarato che, sulla base delle informazioni disponibili, “non abbiamo riscontrato un aumento delle segnalazioni di ideazione suicidaria o di tentativi di suicidio a bordo”, assicurando la presenza di consulenti, cappellani e personale medico e psicologico. Ai familiari, i vertici della Marina hanno inoltre assicurato di essere al lavoro per inviare altri professionisti della salute mentale sulla portaerei. La Marina ha riconosciuto che la guerra ha interrotto i tradizionali canali di rifornimento in Medio Oriente, imponendo di dare priorità prima al cibo, poi ai prodotti per l’igiene e infine alla posta. Secondo il funzionario, tuttavia, le informazioni provenienti dalla nave confermano attualmente “accesso continuo ad acqua pulita, condizionata funzionante e opzioni alimentari salutari”. 

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