venerdì 14 Agosto 2026

Aggressioni e minacce di morte alla moglie: “Se mi denunci faccio una strage”

Di La Sintesi Online
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() – Insulti, minacce di morte, aggressioni fisiche, controllo degli spostamenti e del modo di vestire, fino al timore che potesse portare le due figlie minorenni in Egitto. È il quadro che ha portato all’applicazione ieri da parte della di Milano della custodia cautelare in carcere per E.A., 39enne egiziano, accusato di nei confronti della moglie. Secondo quanto riferito dalla donna nella , le condotte sarebbero iniziate dopo la nascita della prima figlia e si sarebbero protratte fino giorni scorsi.  

Dopo un primo periodo in cui la loro relazione non aveva avuto problemi, da circa quattro anni l’uomo era diventato sempre più aggressivo, sottoponendola a un controllo sempre più stringente, arrabbiandosi e insultandola perché non seguiva i precetti della sua religione: avrebbe dovuto chiedere il permesso per uscire con le amiche, cambiare il modo di vestire, coprire braccia e gambe e rinunciare a tenere alcolici in . Non sarebbero mancati gli episodi di violenza fisica. La donna ha riferito di essere stata schiaffeggiata, strattonata e minacciata con un coltello.  

Al rifiuto della donna di cambiare stile di , l’uomo era diventato sempre più prepotente e violento: aveva nascosto un Gps in macchina per controllarla negli spostamenti e l’aveva minacciata più volte di ucciderla e di portare le figlie in Egitto. Secondo quanto riferito, l’uomo avrebbe più volte detto di volerle crescere secondo la propria cultura e religione, arrivando a contestare che mangiassero carne di maiale, che frequentassero la scuola per l’insegnamento della religione e che, una volta cresciute, indossassero il costume. In particolare, in una registrazione fatta dalla donna, l’uomo aveva anche minacciato di ‘fare una ‘ se lo avesse denunciato e aveva detto: “Se mai un giorno mi denunci io sparo a tutti”. 

Nell’ordinanza vengono inoltre riportate le dichiarazioni di un amico dell’, che avrebbe riferito di confidenze ricevute dall’uomo circa l’intenzione di uccidere la moglie avvelenandola con un pesticida utilizzato in Egitto. La donna aveva trovato nello zaino del marito alcune bustine contenenti una polvere, una delle quali è stata consegnata alla polizia giudiziaria ed è tuttora oggetto di accertamenti. L’amico avrebbe inoltre riferito di minacce ricevute dopo aver raccontato alla donna quanto appreso.  

Il giudice, ritenendo il racconto della donna “attendibile, coerente e dettagliato” e concreto ed attuale pericolo di reiterazione dei maltrattamenti e il rischio che l’indagato possa commettere fatti ancora più gravi, ha disposto la custodia cautelare in carcere. 

cronaca

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