sabato 29 Agosto 2026
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Ranucci: «Hanno distrutto Report»

Sigfrido Ranucci rompe il silenzio dopo la sostituzione alla conduzione di Report e accusa la Rai

Di Redazione
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Sigfrido Ranucci non nasconde la rabbia. Sul palco di Favignana, dove porta in scena il suo diario-, l’ex conduttore di Report si sfoga sulla sua uscita dalla conduzione del programma: «Hanno portato a termine il progetto di Lavitola che era farmi cacciare dalla ». Una vicenda che, per Ranucci, intreccia la sua con una più ampia battaglia politica sul futuro del giornalismo d’.

«Il mio non è un »

Ranucci dice di non sentirsi sconfitto. Dopo aver saputo dalle agenzie che Report sarà affidato a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, ha scritto sui : «Il mio non è un addio. Non condurrò Report ma condurrò la battaglia più importante della mia per la libertà di stampa». E attacca: «Mortificano le professionalità che per 30 anni hanno fatto la storia del programma e del servizio ». Poi aggiunge: «È uno schiaffo alla meritocrazia, fanno bene a dimettersi tutti». Il riferimento è alla redazione e ai che hanno lavorato al programma: «Ma come si può pensare che alcuni dei migliori giornalisti d’inchiesta come Paolo Mondani, Giorgio Mottola, Bernardo Iovane o Paolo Bertazzoni possano farsi guidare da una coppia di colleghi di cui non si ricorda un solo scoop degno di nota?».

Il caso Cairo e il paragone con Regeni

Tra le proposte ricevute c’è anche quella di un incarico da corrispondente all’estero. Ranucci la interpreta come una sorta di punizione: «Vogliono mandarmi al Cairo, forse sperando che faccia la fine di Regeni». E spiega: «Evidentemente non sanno che io vivo sotto scorta anche da prima dell’attentato e in Egitto sarei senza protezione». Poi ironizza sulla destinazione: «Il Cairo ultimamente è stato usato un po’ come la Siberia, ci mandano i deportati da altre parti». Per Ranucci, sarebbe una sorta di confino per chi è considerato scomodo.

«Resisto al fango con la mia storia»

L’ex conduttore respinge le accuse che hanno preceduto la sua sostituzione: «Resisto al fango con la mia storia». Secondo Ranucci, le contestazioni sarebbero state alimentate da una campagna mediatica: «Sostengono che avrei messo a repentaglio la credibilità di Report in seguito ai 2.800 articoli in due mesi scritti dai giornali del gruppo Angelucci e comunque di governo, anche grazie al fuoco amico della Rai». E ancora: «Fake news e alimentati ad arte, funzionali a gettare un’ombra su di me e preparare il terreno alla mia sostituzione».

«Hanno distrutto Report»

La preoccupazione principale di Ranucci, però, riguarda il programma: «Credo ci fosse un progetto per chiudere Report e ci sono riusciti perfettamente, a prescindere dalle mie responsabilità». E spiega: «Spacchettare per quattro il coordinamento delle inchieste — due capi-autori e due conduttori — significa ammazzarlo. Loro hanno capito che il punto di forza era il format e l’hanno distrutto». Ranucci, intanto, annuncia che la sua battaglia continuerà. «Per adesso sono in ferie, ho più di 200 giorni da smaltire», dice. Poi saluta il pubblico. Il prossimo capitolo potrebbe aprirsi in tribunale.
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