A Palazzo Chigi la vittoria dell’ultradestra di Alternative für Deutschland (AfD) in Sassonia-Anhalt viene gestita con estrema cautela: l’obiettivo di Giorgia Meloni è slegare il successo dei neonazisti tedeschi dalla parabola di Roberto Vannacci ed evitare di rinfocolare le polemiche nella maggioranza. Dietro la linea del ridimensionamento, tuttavia, emerge una preoccupazione concreta per il governo italiano: la gestione dei flussi migratori e il rischio dei “dublinanti“.
L’effetto AfD e il rischio dei “dublinanti”
L’affermazione dell’ultradestra rischia di indebolire la sponda politica del Cancelliere a Bruxelles, costringendo al contempo il leader della Cdu, Friedrich Merz, a un netto irrigidimento sulle politiche migratorie per arginare i consensi di AfD. Una stretta da parte di Berlino potrebbe spingere la Germania a chiedere l’immediato rientro in Italia di una quota crescente di “dublinanti”, ovvero i migranti giunti in Europa attraverso le coste italiane e poi proseguiti verso nord. Un nodo particolarmente spinoso per la presidente del Consiglio, proprio mentre ribadisce che “è possibile preservare lo spazio Schengen solo se si difendono gli spazi esterni dell’Unione e se tutti fanno la loro parte nella lotta ai trafficanti”.
La strategia di FdI tra Cdu e Vannacci
Sul piano politico interno, la consegna per i parlamentari di Fratelli d’Italia è non ripetere gli errori della Cdu ed evitare di isolare Vannacci con un cordone sanitario per le nostalgie del passato. L’ex generale va contrastato in quanto oppositore dell’esecutivo. In merito al voto, il capogruppo FdI Galeazzo Bignami si mostra cauto: “Non è una valutazione positiva o negativa. Quando gli elettori si esprimono, il risultato va accettato sempre e comunque”. Per Carlo Fidanza (FdI-Ecr), la demonizzazione della Cdu “non sta funzionando e anzi sta portando acqua al mulino” di AfD.
La spaccatura nella maggioranza
Mentre Meloni riafferma il sostegno all’Ucraina per una pace “giusta e duratura”, l’esito delle urne tedesche riapre lo scontro tra gli alleati. Replicando al ministro Antonio Tajani, che aveva definito la vittoria di AfD un problema, Matteo Salvini dichiara: “Le elezioni non sono mai un problema. In Islanda hanno appena votato per dire di No all’avvicinamento alla Ue e non è un problema. Se l’anno prossimo i francesi sceglieranno Marine Le Pen come presidente della Repubblica è un problema? No, si chiama democrazia”.
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