Tensione alle stelle nel Golfo Persico. Le autorità dell’Arabia Saudita hanno disposto la chiusura precauzionale dell’oleodotto East-West a seguito di un attacco sferrato da diversi droni partiti dal territorio iracheno. L’infrastruttura, capace di trasportare fino a 7 milioni di barili al giorno da Abqaiq fino al porto di Yanbu sul Mar Rosso, rappresenta lo snodo fondamentale per consentire al Regno di esportare greggio aggirando il blocco iraniano sullo Stretto di Hormuz. Le incursioni hanno provocato feriti e danni materiali, confermati anche dai rilievi satellitari che hanno immortalato una densa colonna di fumo nero alzarsi lungo il tracciato strategico.
La reazione diplomatico-militare e l’asse Baghdad-Riad
Di fronte all’escalation, Baghdad ha condannato gli attacchi «diretti contro il Regno fratello dell’Arabia Saudita» e ha rimosso dal proprio incarico il comandante della provincia di Missan. Riad ha precisato di aver scelto, «su richiesta del Primo ministro iracheno», di «non reagire in questa fase e di sostenere gli sforzi del governo iracheno per impedire attacchi lanciati dall’Iraq contro il Regno e i paesi vicini». Sulla vicenda è arrivata la ferma condanna del Consiglio di cooperazione del Golfo, che parla di «una pericolosa escalation e una minaccia inaccettabile per la sicurezza del Regno».
La morsa degli Houthi sul Mar Rosso e le scosse sul petrolio
Il blocco temporaneo dell’oleodotto si inserisce in un quadro di profonda instabilità geopolitica. Con la conquista della costa yemenita sul Mar Rosso e delle isole dello stretto di Bab el-Mandeb, i ribelli Houthi filo-iraniani hanno consolidato il controllo su una rotta marittima cruciale tra Europa e Asia, dichiarando la navigazione nello stretto «sicura» per tutti eccetto che per l’Arabia Saudita. Gli impatti sull’economia globale sono stati immediati: secondo gli ultimi dati Opec la produzione saudita ad agosto è scesa a 6,24 milioni di barili al giorno, mentre sui mercati internazionali le quotazioni del petrolio sono tornate a schizzare verso l’alto, con il Brent che ha chiuso la settimana superando i 104 dollari al barile.
Seguite La Sintesi sui nostri social!
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()





