martedì 27 Ottobre 2026

Attacco droni sull’oleodotto saudita: il Medio Oriente trema e il petrolio vola sopra i 100 dollari

Riad chiude l'infrastruttura strategica Est-Ovest dopo l'incursione dal territorio iracheno. Mentre gli Houthi presidiano Bab el-Mandeb, i mercati energetici ripiombano nel caos con il Brent oltre la soglia dei 104 dollari

Di Redazione
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Tensione alle stelle nel Persico. Le autorità dell’Arabia Saudita hanno disposto la chiusura precauzionale dell’ East-West a seguito di un attacco sferrato da diversi droni partiti dal territorio iracheno. L’infrastruttura, capace di trasportare fino a 7 milioni di barili al giorno da Abqaiq fino al porto di Yanbu sul Mar Rosso, rappresenta lo snodo fondamentale per consentire al Regno di esportare aggirando il blocco iraniano sullo Stretto di . Le incursioni hanno provocato feriti e danni materiali, confermati anche dai rilievi satellitari che hanno immortalato una densa colonna di fumo nero alzarsi lungo il tracciato strategico.

La reazione diplomatico-militare e l’asse Baghdad-Riad

Di fronte all’, Baghdad ha condannato gli attacchi «diretti contro il Regno fratello dell’Arabia Saudita» e ha rimosso dal proprio incarico il comandante della provincia di Missan. Riad ha precisato di aver scelto, «su richiesta del Primo ministro iracheno», di «non reagire in questa fase e di sostenere gli sforzi del governo iracheno per impedire attacchi lanciati dall’ contro il Regno e i paesi vicini». Sulla vicenda è arrivata la ferma condanna del Consiglio di cooperazione del Golfo, che parla di «una pericolosa escalation e una minaccia inaccettabile per la sicurezza del Regno».

La morsa degli sul Mar Rosso e le scosse sul petrolio

Il blocco temporaneo dell’oleodotto si inserisce in un quadro di profonda instabilità . Con la conquista della costa yemenita sul Mar Rosso e delle isole dello stretto di Bab el-Mandeb, i ribelli Houthi filo-iraniani hanno consolidato il controllo su una rotta marittima cruciale tra e Asia, dichiarando la navigazione nello stretto «sicura» per tutti eccetto che per l’Arabia Saudita. Gli impatti sull’economia globale sono stati immediati: secondo gli ultimi dati Opec la produzione saudita ad agosto è scesa a 6,24 milioni di barili al giorno, mentre sui mercati internazionali le quotazioni del petrolio sono tornate a schizzare verso l’alto, con il che ha chiuso la settimana superando i 104 dollari al barile.

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