Alla trasferta di Donald Trump in Irlanda non poteva mancare la bufera politica. Durante il bilaterale a Dublino con il taoiseach Micheál Martin, il presidente americano si è lanciato in una dichiarazione bomba sulla riunificazione dell’isola: «Mi piacerebbe molto vedere l’Irlanda unificata. Ho amici da entrambe le parti. Persone fantastica. Sono irlandesi. Mi piacerebbe molto vederla unificata. Prima o poi succederà. Sapete una cosa? Per come la vedo io, prima o poi succederà. Accadirà. Penso che sarebbe una cosa fantastica. Ora, ovviamente, il Regno Unito avrà qualcosa da dire al riguardo. Ma penso che sarebbe una gran cosa. Voglio dire, come potrebbe essere una cosa negativa?».
La furia di Belfast e le cautele di Londra
La sortita ha provocato un terremoto tra gli unionisti nordirlandesi. Gavin Robinson, leader del Dup, ha attaccato la Casa Bianca accusandola di voler minare la tenuta nazionale: «Così si distrugge il Regno Unito». Per Robinson la scelta costituzionale spetta solo ai cittadini locali: «L’Irlanda del Nord fa parte del Regno Unito perché questa è la volontà democratica consolidata della sua popolazione. Come unionisti, non abbiamo alcun interesse a distruggere il nostro Paese unendoci alla Repubblica d’Irlanda». Il primo ministro britannico Andy Burnham ha assicurato che rispetterà «al 100% gli accordi del Venerdì Santo», precisando che la decisione su un referendum spetterà al ministro per l’Irlanda del Nord soltanto quando vi sarà «un chiaro consenso» dell’opinione pubblica.
La piazza contestatrice e il ridimensionamento del tycoon
L’uscita sull’Irlanda unita si è intrecciata con una massiccia contestazione di piazza. Oltre 10mila persone hanno sfilato nel centro di Dublino passando davanti allo storico General Post Office per protestare contro la presenza del presidente americano, contestando il sostegno di Washington a Israele nella guerra a Gaza e il conflitto con l’Iran. Con un sondaggio del Sunday Independent che attesta il 69% degli irlandesi contrario alla sua visita, Trump ha scelto direttamente di ridimensionare l’impatto del corteo mentre lasciava la capitale per il suo resort di golf a Doonbeg: «Non sapevo che ci fosse una protesta. Non può essere molto grande, perché siamo stati in giro per l’Irlanda tutto il giorno e non ho visto alcuna protesta».
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