(Adnkronos) – Le gradinate dello stadio di San Siro non hanno soltanto accolto generazioni di tifosi ma hanno fatto da sfondo a momenti che hanno segnato la storia della musica italiana e internazionale. Con ‘San Siro è rock’, Massimiliano Mingoia racconta proprio questa trasformazione: quella di uno stadio nato per il calcio e diventato, nel tempo, una vera cattedrale della musica dal vivo. Il libro prende avvio da una data simbolica, il 27 giugno 1980, quando Bob Marley inaugurò la stagione dei grandi concerti al Meazza, aprendo una storia che sarebbe proseguita per quasi mezzo secolo. Da quel momento San Siro è diventato il sogno di ogni artista, il luogo in cui consacrare una carriera e misurarsi con un pubblico oceanico. Mingoia, giornalista del quotidiano ‘Il Giorno’ e instancabile frequentatore di concerti, ricostruisce questo percorso con il rigore del giornalista e l’entusiasmo dell’appassionato, accompagnando il lettore attraverso 214 concerti che hanno fatto epoca.
Il grande merito del volume, in uscita il 19 settembre per i tipi di Signs Publishing e con la prefazione di Claudio Trotta, è quello di non limitarsi a una cronologia di eventi. L’autore intreccia articoli dell’epoca, fotografie, curiosità, aneddoti e testimonianze che restituiscono l’atmosfera irripetibile di ogni concerto. Sfogliando le 512 pagine si rivivono le notti di Vasco Rossi e Ligabue, l’energia di Bruce Springsteen, il magnetismo di Michael Jackson, la maestosità degli U2, le emozioni regalate dai Coldplay, dai Depeche Mode, dai Duran Duran e da tanti altri protagonisti della musica contemporanea. Non solo. La forza di ‘San Siro è rock’ sta anche nel suo valore documentario. Mingoia compie un lavoro di raccolta prezioso, riportando alla luce episodi, dettagli e retroscena che spesso rischiano di essere dimenticati. È una lettura che parla ai fan che c‘erano, a chi conserva ancora il biglietto di un concerto nel cassetto ma anche a chi vuole capire perché proprio San Siro sia diventato un simbolo mondiale dello spettacolo dal vivo.
In uno stile scorrevole e coinvolgente, l’autore è capace di trasformare una mole enorme di informazioni in un racconto appassionante, riportando il lettore sotto il palco e tra le luci dello stadio. Alla fine emerge chiaramente come il vero protagonista del libro non sia soltanto lo stadio ma il legame emotivo tra la musica e le migliaia di persone che negli anni ne hanno riempito gli spalti. Un volume imprescindibile per gli appassionati di musica e per chiunque voglia ripercorrere la storia di un palco che, non a caso, è stato definito da Mick Jagger in persona ‘la Scala del rock’.
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