domenica 8 Novembre 2026

Brambilla (Itinerari previdenziali): “Gran parte tasse pagate da quadri, funzionari e dirigenti”

Di La Sintesi Online
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() – “È vero che i lavoratori dipendenti pagano le tasse ma, come dimostra la scomposizione per fasce di reddito, si tratta soprattutto di quadri, funzionari e dirigenti, categorie ormai scarsamente rappresentate sia dalla politica sia dai sindacati, che invece concentrano le proprie proposte su ulteriori riduzioni di imposte e contributi sociali a favore delle fasce di reddito più basse le quali però, alla mano, già oggi versano poco o nulla”. Così Alberto Brambilla, presidente di previdenziali, commentando l’ultimo osservatorio dall’ultimo osservatorio sulle entrate fiscali, presentato questa mattina al Cnel nel corso di un convegno promosso in collaborazione con Cida-Confederazione italiana alti dirigenti e professionalità.  

Secondo l’osservatorio, “un grande paradosso riguarda poi la narrazione politico-sindacale che vuole le imposte, e soprattutto l’Irpef, corrisposte dai soli (o quasi) dipendenti”. “Anche in questo caso i dati restituiscono però un quadro parzialmente diverso: il 61,4% dei lavoratori subordinati dichiara redditi fino a 26mila euro e quindi il 12,64% dell’Irpef che, per i redditi fino a 15mila euro, viene sostanzialmente azzerata dal Tir e dalle altre deduzioni/agevolazioni. Il grosso del carico Irpef, il 79,66% viene così a gravare sul 29,96% con redditi da 29mila euro in su e, in particolare, su quel 16,46% che dichiara 35mila euro, corrispondendo il 63,14% dell’Irpef della categoria”, spiega.  

Per Itinerari previdenziali “discorso simile” vale “per i pensionati: quelli con redditi fino a 26mila euro lordi annui sono il 66% e versano il 26,64% del totale Irpef(all’ di questa fascia si concentrano del resto le prestazioni parzialmente o totalmente assistite); il grosso delle imposte (66,19%) grava quindi sui pensionati con redditi dai 29mila euro in su e, ancora di più oltre i 35mila euro, i quali versano il 49,7% dell’Irpef pur rappresentando solo il 16,4% del totale”, si sottolinea.  

 

“Per quanto riguarda gli autonomi, infine, sopra la soglia dei 35mila euro si conta il 36,89% dei contribuenti che pagano quasi tutta l’Irpef della categoria, ben l’88,88%. Una situazione di grave squilibro, difficile da sostenere nel : il totale dell’IRPEF pagata dai lavoratori autonomi è pari a 25,64 di euro, cioè l’11,86% del totale del gettito 2024, benché la categoria raccolga solo il 5,12% dei contribuenti dichiaranti e circa 600mila autonomi godano di regimi fiscali agevolati”, spiegano dall’Osservatorio.  

“Ora è indubbio che resti fondamentale abrogare la flat tax che, oltre a presentare profili di incostituzionalità, alimenta senza dubbio fenomeni di sommerso – spiega Brambilla – ma le cifre dimostrano che la comune vulgata secondo cui le tasse le pagano i dipendenti non è totalmente vera”.  

Con un ulteriore errore: trascurare i salari i quali, anche a di un sistema contrattuale vetusto, più propenso alla ricerca di sgravi fiscali che di stimoli per la produttività, sono rimasti al palo davanti all’impennata inflazionistica degli ultimi anni. Secondo l’, l’Italia è il Paese peggiore tra le grandi economie avanzate: il potere d’acquisto delle nostre retribuzioni è sotto del 6,1% rispetto al primo trimestre 2021″, conclude.  

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