venerdì 25 Settembre 2026
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Truffe con l’IA, i manager più famosi finiti nel mirino dei cybercriminali

Massimo Moratti e Ferrari, le frodi con voci clonate e false identità di vertici aziendali mostrano quanto la tecnologia possa rendere sofisticate le nuove strategie criminali

Di Redazione
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La vicenda che ha coinvolto Paolo Molesini, ex di Fideuram, si inserisce in una serie di frodi sempre più sofisticate rivolte a manager, imprenditori e figure di . I criminali sfruttano infatti strumenti tecnologici avanzati per costruire credibili, imitare voci reali e instaurare conversazioni apparentemente autentiche con le proprie vittime.

Nel caso legato a Fideuram, i truffatori avrebbero utilizzato falsi messaggi WhatsApp attribuiti all’amministratore delegato di Intesa, Messina, insieme alla voce clonata attraverso l’ di un avvocato d’affari. L’ avrebbe coinvolto complessivamente 95 milioni di euro, con 36 milioni che, secondo quanto riportato dal , non sarebbero stati recuperati.

La dinamica lascia inoltre emergere una possibile conoscenza approfondita dell’obiettivo da parte degli autori della frode. Proprio la disponibilità di informazioni personali e professionali, combinata con strumenti di intelligenza artificiale, può rendere particolarmente credibili le utilizzate durante questi raggiri.

Il fenomeno delle frodi rivolte ai vertici aziendali

Nel linguaggio utilizzato per descrivere questo genere di raggiri si parla anche di Ceo fraud, una tecnica nella quale i truffatori assumono l’identità di amministratori delegati, dirigenti o altre figure considerate autorevoli all’interno di un’azienda. L’obiettivo consiste nel convincere la vittima a eseguire rapidamente un pagamento, trasferire denaro oppure fornire informazioni riservate.

Le nuove tecnologie hanno ampliato le possibilità a disposizione dei criminali. La clonazione vocale basata sull’intelligenza artificiale consente infatti di simulare la voce di una persona reale e di inserirla all’interno di una telefonata apparentemente autentica. A questo si possono aggiungere messaggi, dati personali e riferimenti a situazioni realmente esistenti, aumentando ulteriormente la credibilità della richiesta.

Il precedente che ha coinvolto Massimo Moratti

Tra i casi italiani più noti figura quello che nel 2023 coinvolse Massimo Moratti. In quella circostanza, alcuni truffatori contattarono diversi imprenditori fingendo di essere l’allora ministro della Difesa Guido Crosetto.

Gli autori del raggiro utilizzarono anche in questo caso una voce clonata e presentarono una richiesta urgente di denaro. Secondo la ricostruzione, il falso Guido Crosetto avrebbe chiesto un contributo economico per sostenere presunte operazioni finalizzate alla liberazione di ostaggi italiani in Medio Oriente.

Massimo Moratti arrivò a trasferire quasi un milione di euro. Il denaro, secondo le informazioni riportate sul caso, venne successivamente recuperato alla fine del 2025 grazie all’intervento della Procura di Milano.

Il falso e il caso Ferrari

Un altro episodio ha invece riguardato un manager della Ferrari, che ricevette una serie di messaggi WhatsApp provenienti apparentemente dall’amministratore delegato Benedetto Vigna.

Dopo i messaggi arrivò anche una telefonata. La voce dall’altra parte sembrava effettivamente quella di Benedetto Vigna, ma in realtà era stata generata attraverso l’intelligenza artificiale. Il falso dirigente avrebbe chiesto al manager di predisporre un’operazione finanziaria riservata.

In questo caso, però, il tentativo non riuscì. Il manager, insospettito dalla richiesta, decise di effettuare una verifica molto specifica. Gli domandò quale fosse il titolo del libro che il vero amministratore delegato gli aveva consigliato nei giorni precedenti.

La domanda rappresentò un decisivo: i truffatori non seppero rispondere e interruppero immediatamente la telefonata.

Questi episodi mostrano come le frodi basate sull’identità digitale possano combinare informazioni reali, comunicazioni contraffatte e sistemi di clonazione vocale. La tecnologia, da sola, non determina il successo del raggiro, ma permette ai criminali di costruire scenari sempre più convincenti e personalizzati.

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