lunedì 28 Settembre 2026

«L’IA fuori controllo? Me ne frego»: Trump cena con Amodei e sfida Pechino

Cena ad altissima tensione alla Casa Bianca tra Donald Trump e l'amministratore delegato di Anthropic, Dario Amodei. Il presidente tira dritto sulla corsa all'IA contro la Cina e minimizza i pericoli di sicurezza, mentre il Pentagono censisce la startup tra le minacce e Bill Gates lancia l'allarme sui rischi di attacchi informatici e terroristici

Di Redazione
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L’intelligenza artificiale non è soltanto la partita economica più imponente del secolo, ma anche il dossier politico più spinoso a Washington. La conferma è arrivata direttamente dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha rivelato di aver cenato alla Casa Bianca con Dario Amodei, amministratore delegato di Anthropic, la startup pioniera del settore recentemente finita al centro di un duro scontro istituzionale.

Al centro del colloquio, la corsa alla supremazia tecnologica mondiale e i crescenti interrogativi sui rischi di sicurezza legati modelli avanzati. Sollecitato dai sulle riserve etiche e sui timori di una tecnologia potenzialmente letale, il tycoon ha tirato dritto respingendo ogni allarmismo: «Intelligenza artificiale fuori controllo? Non me ne preoccupo. È un settore enorme. Siamo avanti alla Cina e stiamo costruendo strutture per migliaia di miliardi di . Perché dovremmo rinunciarci? Se c’è qualcosa che non va, devono sistemarlo».

Il duello tra governance e difesa nazionale

L’invito a cena rivolto ad Amodei giunge in un momento di fortissima tensione politica. Appena 48 ore prima, una Corte d’appello federale aveva confermato la decisione del Pentagono di inserire Anthropic nella lista nera delle minacce per la catena di approvvigionamento. Il motivo dello strappo risale allo scorso febbraio, quando la si è rifiutata di concedere i propri algoritmi per la creazione di autonome e sistemi di di massa.

Sebbene Amodei denunci da mesi la possibilità che un’IA priva di controllo venga impiegata per attacchi informatici o scopi terroristici, Trump rifiuta qualsiasi freno allo sviluppo per non concedere vantaggio strategico a Pechino. Secondo la Casa Bianca, gli Stati Uniti mantengono un margine di vantaggio sulla Cina di «circa un anno, forse un anno e mezzo», mentre «non c’è nessuno al terzo posto: ci siamo solo noi e la Cina. Siamo in vantaggio di un bel po’».

L’appello di : «Servono regole fisse»

Se Trump ostenta sicurezza — preannunciando un ulteriore summit decisivo con tutti i leader del settore per la giornata di martedì — il mondo scientifico ed economico esprime profonda preoccupazione, esacerbata anche da recenti incidenti informatici che hanno modelli d’IA penetrare nei server del Dipartimento del Commercio e della SEC.

A invocare una sterzata regolatoria immediata è intervenuto il cofondatore di Microsoft, Bill Gates. Pur definendo legittima l’ansia di Trump di rimanere leader globale, Gates ha ammonito le istituzioni: «Dalla seconda guerra mondiale a oggi, gli Stati Uniti possono andare molto fieri di come abbiano affrontato le sfide globali. Per quanto riguarda l’IA, dovremo tornare al concetto che l’umanità è tutta sulla stessa barca».

Gates ha poi sottolineato la pericolosa asimmetria introdotta dalle nuove tecnologie, ricordando come «oggi, piccoli gruppi dotati di IA possono compiere azioni che un tempo erano alla portata solo delle grandi potenze». Per il filantropo, la combinazione tra intenzioni malevole e potenzialità dei modelli rappresenta una concreta: «Nessuno si può illudere che basti l’autoregolamentazione. È necessario che a Washington venga a punto e approvata una legge che regolamenti rigidamente l’intero settore».

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