L’effetto Eni c’è, ma pesa pochissimo sui portafogli degli automobilisti italiani. Nel primo giorno di applicazione del tetto ai listini dei carburanti — fissato a 1,99 euro al litro per la verde e 2,19 per il gasolio, seguito da iniziative simili di Ip — il calo medio registrato dal ministero delle Imprese si attesta ad appena sette-otto millesimi. La benzina in modalità self-service scende a 2,152 euro al litro (da 2,159), mentre il diesel tocca i 2,369 euro (da 2,377). In autostrada, dove si registrano le quotazioni più alte a causa delle tensioni internazionali legate al conflitto con l’Iran, la verde si attesta in media a 2,214 euro e il gasolio a 2,420 euro.
La classifica regionale dell’Unc e il nodo Lombardia
«Grazie all’iniziativa lodevole di Eni i prezzi oggi scendono, ma molto poco. E nelle regioni il calo è stato ancora minore», rimarca Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. Secondo l’analisi dell’Unc, il ribasso maggiore si registra in Friuli Venezia Giulia (-2,6 centesimi per il diesel e -2,4 per la verde), seguito da Lazio e Abruzzo, territori caratterizzati da un’elevata densità di impianti della compagnia. Maglia nera alla Sardegna per il gasolio, mentre la Lombardia registra un impatto deludente posizionandosi a metà classifica. Dona invita il governo a intervenire direttamente: «Il governo deve fare la sua parte e non può lavarsene le mani come Ponzio Pilato».
Corsa al pieno e distributori a secco da Torino a Napoli
Le differenze di prezzo hanno scatenato una vera e propria corsa al rifornimento, provocando la chiusura per esaurimento scorte in diverse stazioni di servizio a Torino e Napoli. Particolarmente emblematico il caso del distributore partenopeo di via Cristoforo Colombo, che ha prosciugato oltre duemila litri di benzina in sole tre ore. «Un via vai del genere lo abbiamo visto solo in occasione degli scioperi», spiega il gestore Maurizio Ferrara dopo aver affisso i cartelli «esaurito» sulle colonnine erogatrici.
Il monito dell’UE: «Tagliare la domanda di energia»
Sullo sfondo resta l’estrema volatilità dei mercati energetici internazionali, con il metano al Ttf di Amsterdam in rialzo a 73,5 euro al megawattora, appesantito anche dalle manutenzioni agli impianti norvegesi. Di fronte a questo scenario, il commissario europeo all’Energia Dan Jorgensen ha inviato una lettera ai ventisette ministri dell’UE, compreso Gilberto Pichetto Fratin, sollecitando misure immediate: «Nel contesto di un’offerta globale limitata e di un’elevata volatilità dei prezzi, la riduzione della domanda può rappresentare uno strumento efficace per contribuire a contenere i prezzi».





