venerdì 2 Ottobre 2026

Gabrielli scende in campo con Ruffini: “Nel centrosinistra per allargare il campo, no ad ambiguità”

L'ex capo della Polizia ed ex sottosegretario all'Intelligence annuncia la candidatura con il movimento di Ernesto Maria Ruffini. Nessuna richiesta di paracaduti: "Prima viene il progetto, poi le poltrone"

Di Redazione
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L’ex prefetto di Roma, ex capo della Civile e della Polizia di Stato Franco Gabrielli scioglie le riserve e scende direttamente nell’agone . In un’intervista al , la figura di garanzia per eccellenza delle istituzioni italiane annuncia il suo posizionamento al fianco di Ernesto Maria Ruffini, l’ex direttore dell’, per dare forma a una nuova componente d’area progressista.

Una scelta maturata senza paracaduti o promesse di governo: «Avrei potuto aspettare la nascita di un governo che mi affidasse magari qualche incarico. Ma non è questo che mi interessa. Credo sia più importante impegnarsi in prima persona nella costruzione di una nuova idea di Paese. Accompagnerò un progetto già in cammino: quello di Ernesto Maria Ruffini, perché vi ho riconosciuto valori molto vicini ai miei. Lo faccio senza chiedere ruoli o garanzie: prima viene il progetto, poi il resto».

Gabrielli traccia poi il perimetro politico del movimento, rifiutando tentazioni neocentriste o posizioni di comoda equidistanza tra i poli: «Non cerchiamo un’equidistanza tra destra e sinistra. Non immaginiamo un centro autosufficiente, destinato all’irrilevanza. La nostra collocazione è nel , con l’ambizione di renderlo più largo, credibile e capace di governo. Non una somma di sigle unite contro qualcuno; un’ costruita attorno a un’idea del Paese».

Il nodo della neutralità e la linea sui dossieraggi

Il passaggio d’abito da servitore neutrale dello Stato a politico suscita inevitabilmente interrogativi sul patrimonio di informazioni riservate accumulato nei decenni verticistici in Polizia, e Protezione Civile. L’ex prefetto sgombra subito il campo da illazioni e ombre sulla condotta istituzionale: «Quelle informazioni non appartengono alla persona che ricopre quell’incarico; appartengono allo Stato e restano protette dalla legge e dal dovere di riservatezza».

Spazzata via con fermezza anche ogni suggestione legata a scontri sottobanco o veleni di palazzo: «I dossieraggi non li ho mai praticati e non fanno parte della mia cultura istituzionale. Semmai credo che ai possa interessare avere persone con esperienza e competenza. E la mia esperienza non si esaurisce nella polizia: comprende la protezione civile, l’intelligence, la gestione delle emergenze e il funzionamento concreto della macchina pubblica». L’innesto del duo Gabrielli-Ruffini si candida così a diventare la gamba riformista ed esecutiva in grado di irrobustire il dell’opposizione.

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