Apre la direzione del Partito Democratico al Nazareno alza il tiro, trasformando la riunione della segreteria in una vera e propria chiamata alle armi per il centrosinistra. Elly Schlein si rivolge direttamente alla presidente del Consiglio, demolendo la narrazione della stabilità dell’esecutivo: «Davanti alle paure noi dobbiamo offrire speranza e protezione. Dobbiamo costruire l’alternativa per battere le destre che hanno fallito. Hanno celebrato con una fanfara spropositata il governo più longevo, ma la stabilità se si traduce in immobilismo non fa il bene del Paese. Si può restare a lungo a Palazzo Chigi mentre il Paese sta fermo, come ha fatto Giorgia Meloni».
Affondando il colpo sui dati economici e sul recente verdetto dell’Istituto di Statistica, la leader dem rimarca il fallimento delle ricette della maggioranza sui conti pubblici: «L’Istat ha certificato che l’Italia non uscirà dalla procedura di infrazione europea, la regina dell’austerità ha fallito anche questo. E Meloni ha attaccato l’Istat. Il Paese ha la febbre e Meloni se la prende col termometro. Prima si vota e meglio è per l’Italia». Poi l’elenco delle promesse tradite dal centrodestra: «Meloni mi chiede di dirle una cosa vera, io gliene dico dieci. Dicevano di abbassare le tasse, siamo al record di pressione fiscale negli ultimi dieci anni, sulla natalità la destra ha fatto retorica ma non politica… Più tasse, più debito, caro vita alle stelle, stipendi bassi e nessuna crescita. Questa è la loro eredità».
Il messaggio agli alleati sulle primarie: “Generosi sì, ingenui no”
Accanto al guanto di sfida lanciato alla premier, Schlein fissa anche i paletti interni alla coalizione per la costruzione del programma di governo e la scelta del candidato premier, rivendicando il peso centrale del PD rispetto alle altre forze del campo largo: «Il programma si scrive con tutta l’alleanza, sapendo bene che bisogna essere inclusivi, ma che non è che uno vale uno in quella discussione. Perché a noi non ci ha regalato niente nessuno, se siamo saldamente il primo partito dell’opposizione ce lo siamo guadagnati col sudore e con l’impegno, a convincere le persone una per una che ci hanno consegnato il doppio dei voti delle altre forze, alle europee, alle regionali e alle comunali. Generosi sì, ingenui no».
Infine, la segretaria rassicura il partito sulla prontezza della macchina organizzativa in vista dello scontro con la destra, confermando l’apertura alla sfida dei gazebo per blindare la leadership: «Siamo pronti alle primarie», sottolineando come la novità politica sia proprio la nascita di un’alternativa progressista unita e competitiva in grado di contendere la vittoria al centrodestra.





